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“Il fatto non costituisce reato”: poliziotto viareggino assolto, era stato accusato di truffa

Guido Chiama è stato finalmente assolto: perchè il fatto non costituisce reato

Il poliziotto, in servizio per anni, dal 1990 al 2015, al Commissariato di Viareggio, era stato rinviato a giudizio perché accusato di essere complice in una truffa in merito alla vendita di auto nel 2011: all’esito di un processo iniziato nel 2015 il sovrintendente di Polizia Guido Chiama è stato assolto questa mattina al tribunale di Pisa con formula piena.

“La vicenda – spiega l’avvocato Eros Baldini, trae le mosse dalla casuale conoscenza del Chiama con un maresciallo in servizio presso la tenenza dei Carabinieri della base americana di Camp Derby. Questi, millantando la conoscenza di canali preferenziali, dopo aver adescato le potenziali vittime permettendo loro di fare acquisti, sopratutto di elettronica, a costi estremamente vantaggiosi, offriva la possibilità di acquisto di autovetture a prezzi inferiori del 30/40% a quelli di mercato”. “Per far ciò – prosegue il legale –  si serviva come intermediari di colleghi Carabinieri e dello stesso amico poliziotto. Gli acquirenti erano prevalentemente nella stretta cerchia di conoscenze degli intermediari che, a loro insaputa, coinvolgevano nella frode amici di lavoro e finanche familiari. A fronte del versamento anticipato di cospicue somme di danaro i promittenti acquirenti mai hanno ricevuto le auto. Dopo lunghe attese, determinate anche dalla fiducia che i compratori riconoscevano alla posizione di appartenente alle forze dell’ordine dei Carabinieri e del Poliziotto, si passava alle denunce. E il Chiama si vedeva coinvolto nell’accusa di truffa. In quel momento lui in primis, ma anche gli stessi Carabinieri colleghi del maresciallo, realizzavano di essere stati frodati e, addirittura, di aver inconsapevolmente indotto in errore amici e parenti, fra i tanti anche addirittura il fratello del Chiama, e denunciavano il truffatore. Il procedimento iniziale veniva poi riunito a quello scaturente dalle successive denunce e, nel corso dell’istruttoria dibattimentale emergeva un quadro più ampio e determinato che conduceva alla sentenza di assoluzione del Chiama, di accertamento di responsabilità del maresciallo che veniva altresì condannato al risarcimento delle parti civili costituite per il risarcimento dei danni”.

Difeso dall’Avvocato Eros Baldini, che ha sempre sostenuto che il Chiama fosse stato all’oscuro di tutto, chiarita la propria estraneità alle accuse il sovrintendente, trasferito per questi motivi ad Alessandria, potrà ora richiedere di ritornare a prestare servizio al Commissariato di Viareggio e riavvicinarsi ai propri cari.

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Aggiornato il: 28-06-2018 11:54