Durante la settimana in corso i Carabinieri del Nucleo Investigativo Provinciale e del N.O.RM. della Compagnia di Massa hanno portato a termine un’altra importante attività nel settore del contrasto al fenomeno  della prostituzione su strada gestita, fino alla fine del mese di maggio u.s., da gruppi di cittadini rumeni operanti in questa provincia ed in quelle limitrofe già dal 2013.- L’attività ha permesso di arrestare altri tre giovani, di cui due donne ed un uomo, nei confronti dei quali sono state emesse due distinte ordinanze di custodia cautelare in carcere.- I provvedimenti sono l’epilogo di reiterate violazioni alle prescrizioni imposte ai predetti nella precedente misura che li vedeva coindagati – a vario titolo – nell’indagine denominata “Craiova Clan” che il 25 maggio u.s. ha visto i Carabinieri eseguire 18 misure cautelari.- In particolare le due ragazze avevano commesso estorsioni in danno di altre meretrici “indipendenti” che si erano permesse di occupare le “piazzole”  che i criminali avevano assegnato alle proprie  protette.- Le ragazze arrestate sono state associate alla casa Circondariale di Pisa, dove esiste una apposita sezione per le detenute donne, mentre il ragazzo al carcere di Livorno.- Nell’ambito della stessa attività di contrasto sono state denunciate, in stato di libertà, altre quattro prostitute che, sempre nell’ottica del controllo del territorio per la gestione della prostituzione su strada, avevano minacciato altre colleghe, loro connazionali, al fine di allontanarle dalla “zona” per evitare così la concorrenza  nell’accaparrarsi i clienti.- Per quanto riguarda i clienti sono state elevate due contravvenzioni amministrative, dell’importo di €.500,00 cad., per la violazione dell’art.51 del Regolamento di Polizia Municipale, mentre a carico di un terzo cliente, dopo averlo sottoposto ad accertamento tecnico con lo strumento etilometro, gli è stata ritirata la patente di guida e si è proceduto nei suoi confronti, ai sensi dell’art.186 del C.d.S., per guida in stato di ebbrezza.- Come ulteriore deterrente al contrasto del bieco fenomeno della prostituzione che, oltre alle problematiche del decoro urbano,  incide sicuramente anche sulla sicurezza dei cittadini, considerato che alla prostituzione sono collegati numerosi episodi di microcriminalità  e di offesa al pudore, sono state valutate e proposte all’Autorità di Pubblica Sicurezza Provinciale ben quattordici misure di prevenzione per l’allontanamento dai tre comuni del litorale apuano di altrettante persone che nel corso dell’ultimo anno di sono rese responsabili di rilevanti condotte criminali riconducibili alla legge Merlin ed enucleabili in attività di favoreggiamento e sfruttamento del meretricio commesse con violenza sulle persone, nonché numerosi reati predatori che drammaticamente affliggono le aree urbane.- Le misure di prevenzione, sinergicamente coordinate alle misure cautelari, potranno costituire un validissimo strumento e forte segnale per arginare detti fenomeni.-

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ultimo aggiornamento: 27-07-2018


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