Poerio lascia l'Azimut, la preoccupazione della Fiom - Cronaca Viareggio, Top news Versiliatoday.it

Poerio lascia l’Azimut, la preoccupazione della Fiom

“L’uscita di Vincenzo Poerio dalla guida di Azimut Benetti crea preoccupazione ed incertezza. Notiamo da un po’ di tempo a questa parte un’uscita di molti manager e dirigenti in questo importante gruppo e non abbiamo chiaro cosa stia avvenendo”. Il grido d’allarme è di Massimo Braccini, segretario generale della Fiom Toscana in merito alla delicata situazione Azimut Benetti, l’azienda di contieristica che vede uno dei suoi due poli a Viareggio.

“Peraltro Poerio ricopriva anche il ruolo di presidente del distretto della nautica e portualità dove avevamo iniziato un confronto anche con la Regione Toscana riguardo il modello di sviluppo della nautica – prosegue Braccini -. Azimut Benetti è il più importante cantiere Nautico al mondo e ovviamente gli indirizzi industriali che portano avanti restano un riferimento generale. Abbiamo più volte esplicitato che quel modello di sviluppo aziendale fondato esclusivamente sugli appalti, così come riscontriamo in tutti i cantieri in Toscana, è da ritenersi preoccupante ed effimero per le prospettive dell’intero settore. Con l’uscita di Poerio, ci sembra di capire che anche la vendita di Azimut Benetti che da tempo sentivamo ventilare, si allontani. Azimut Benetti ha in consegna sia mega yacht nel sito di Livorno, che altre imbarcazioni nei vari cantieri, ma il vero problema resta a nostro avviso l’acquisizione di nuovi ordinativi”.
“Chiederemo attraverso la Regione Toscana un incontro ad Azimut Benetti ed al nuovo management – continua Braccini – affinché si possano comprendere le prospettive del gruppo, i carichi di lavoro, le condizioni economiche ed un piano industriale per i siti produttivi in Toscana. Altresì, vorremmo portare avanti il lavoro iniziato con la Regione Toscana ed il distretto nautico per andare a definire un vero e proprio protocollo del settore fondato sull’innovazione, la valorizzazione della filiera e dell’indotto. Va ripensato l’intero sistema produttivo, in modo che davvero possa avere un futuro economicamente e socialmente sostenibile, ben sapendo che vi sono anche poteri di intervento sul rilascio delle concessioni demaniali su cui risiedono i cantieri”.
“Abbiamo il dovere di cambiare questo sistema – conclude il rappresentante dei metalmeccanici – in modo da contribuire a favorire uno sviluppo fondato anche sulla funzione sociale dell’impresa e nell’interesse della collettività”.
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Aggiornato il: 09-09-2018 10:30