Un abuso di sonniferi, presi per dormire. Una depressione, dove il sonno è stato il suo rifugio. Poi il ricovero, per disintossicarsi, motivo per il quale è saltata la kermesse di miss Trans Italia, in programma a Viareggio, e per la quale ancora non è stata fissata una nuova data.  E’ lei stessa, Regina Satariano, la presidente del Consultorio Transgender di Torre del Lago, sempre in prima linea nella battaglia per i diritti civili della comunità LGBT, a raccontarlo pubblicamente sul suo profilo Facebook da un letto di ospedale, dove si trova da qualche giorno.

“Cari amici ho cercato di tenere nascosta il più possibile la notizia del mio ricovero ma c’è sempre qualcuno  che non volendo mi ha sgamata. Dunque preferisco essere io ha dirvi le cose come stanno!
Da diversi anni sono dipendente da un farmaco che è il Minias: inizialmente mi serviva per allontanarmi dalle preoccupazioni e forse per superare 20 anni di convivenza andata come è andata.
Il sonno indotto dalle pasticche è diventato un bisogno per allontanarmi dalle preoccupazioni più che affrontarle .
Via via la dose normale non mi faceva più nulla ed progressivamente le ho aumentate sino a diventare una paziente cronica da lì sono passata alle gocce perché l’effetto era più immediato per farla breve incomincio uno stato di depressione che ha preso il sopravventò ed assumere sempre di più gocce mi faceva star meglio senza rendermi conto che via via non bastavano più le 20/30 gocce ma incominciavo ad usare il flacone come fosse un ciucciotto .
Ricordo che 5 anni fa la mia cara ‘sorella ‘ Giusy Benzoni mi ha salvata da un episodio che a me sembrava normale ma che forse mi portava lontano da questa terra .
Un flacone negli ultimi mesi non bastava nemmeno per tre giorni e l’avventura di gennaio … che non sto a raccontarvi .. mi ha portata in una depressione che mi teneva chiusa in casa dal venerdì pomeriggio alla domenica sera prendendo le gocce continuamente per non affrontare in solitudine la giornata ma dormendo.
Come tutte le cose ad un certo punto affronti il problema, è grazie ad un amica, Mery Ferrari,  ho avuto modo di parlare con Silvia di Lecce che mi ha messo in contatto con una ragazza che aveva avuto il mio stesso problema. Bene, per concludere non mi sono più sentita sola ed ho preso il coraggio di chiamare l’ospedale di Verona dove c’è un reparto chiamato Medicina delle dipendenze che si occupa delle dipendenze da farmaco diretto dal dottor Fabio Lugoboni.
Il dottore mi ha dato a Luglio un appuntamento per capire se potevo entrare in questo programma e grazie alla sensibilità mi ha fatto capire che potevo intraprendere questo percorso e mi ha permesso di entrare in questo progetto di disintossicazione.
Con il supporto del Consultorio e degli amici ho preso coraggio e sono arrivata a Verona presso l’ospedale.
Questo è il terzo giorni all’ospedale, che sembra più una clinica a 5 stelle che il classico ospedale cui siamo abituati .
I medici ( due dottoresse che mi seguono ) sono persone sensibili e particolarmente attente, ammetto che non sono in vacanza, l’astinenza da farmaco mi ha procurato dolori muscolari e sono rintronata ma oggi al mio terzo giorno di ricovero mi sono sentita di scrivere ed e già un buon segnale .
So che tra di Voi ci sono tanti amici che si chiederanno perché non ho parlato ma so anche che chi mi conosce sa bene che ho sempre messo prima gli altri e poi me, oggi è arrivato il momento di pensare un po’ a me per poi partire alla grande in fondo il mio carattere non lo cambio facilmente da oggi a domani ma con il tempo.
Permettetemi di ringraziare i ragazzi del Consultorio Transgenere che mi stanno dimostrando grande affetto senza pormi troppe domande e per concludere la mia amica Porpora Marcasciano che insieme alla mia famiglia mi è particolarmente vicina.
Scusatemi se mi sono dilungata ma ho preferito raccontarvi io stessa la verità piuttosto che far girare voci che portano a chissà quali racconti”.

Centinaia i messaggi di affetto ricevuti da Regina, che la incoraggiano a riprendersi e a tornare. La nostra redazione l’ha contattata, per un augurio di pronta guarigione da parte di tutti noi

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