FMA , 52enne pisana domiciliata a Viareggio,  è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Lucca per i reati di esercizio abusivo della professione sanitaria e per lesioni personali.

La vicenda trae origine da informazioni assunte, in maniera inizialmente generica, dai poliziotti della  Squadra Anticrimine del Commissariato di Viareggio, secondo le quali, la FMA svolgeva la professione medica non avendone l’abilitazione professionale, effettuando, inoltre,  piccoli interventi di chirurgia estetica .

La gravità del fatto determinava  l’attivazione di una serie di accertamenti protesi a verificare la fondatezza dell’informazione.

Dai primi ed immediati accertamenti mediante il sito ufficiale del Ministero della Sanità, Federazione Nazionale Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri, la donna non appariva  nell’elenco dell’albo professionale.

Nel corso dell’attività investigativa venivano individuati , anche con servizi di appostamento, ed escussi alcuni pazienti e , successivamente,  così come emergeva da evoluzioni investigative , professionisti che in passato avevano condiviso gli studi medici con la FMA.

Emergeva, in tal modo una inquietante situazione , in quanto la donna, come negli esempi che di seguito  si riportano, effettuava trattamenti sanitari di grande delicatezza senza aver titolo alcuno.

  • Una donna riferiva che si era rivolta tramite una sua conoscente alla FMO che in quel momento riceveva in uno studio in Pian di Conca: vi si era recata per ben sei volte per effettuare trattamenti di mesoterapia e delle labbra con probabile acido ialuronico; ciò avveniva dal mese di aprile sino al 9 maggio 2018. Per il trattamento di mesoterapia la “finta dottoressa” utilizzava l’IPOSTABIL e un altro farmaco contenuto in una fiala trasparente in vetro di cui la stessa non ne aveva  mai detto il nome. Dalla quarta seduta la malcapitata viareggina si accorgeva che sull’esterno della coscia destra era rimasto sotto pelle un piccolo nodulo con un alone per tutta la lunghezza dell’ago che utilizzava, con dolori e rigonfiamenti per almeno tre o quattro giorni per i quali aveva dovuto prendere il cortisone . La donna  precisava che i farmaci utilizzati venivano prelevati all’interno di una borsetta frigorifero di colore rosso che custodiva in un frigo presente nello studio e le prenotazioni delle sedute avvenivano personalmente oppure tramite sms . Per le suddette sedute, la donna pagava in contanti 300,00 euro e prima di concludere le sedute la FMA le proponeva di fare un richiamo di mesoterapia e del botox alla fronte e contorno occhi oltre ad un riempimento di filler al seno.   

 

  • Altra malcapitata veniva escussa e nel corso della verbalizzazione riferiva di essersi rivolta alla  “dottoressa” attraverso una sua amica , al fine di un intervento dimagrante. I trattamenti proposti erano tra le sei e le otto sedute all’esterno della coscia, con punture nella parte in cui era presente l’accumulo adiposo; i trattamenti avvenivano presso gli studi di Viareggio al telefono o  mediante sms alla  utenza della FMA. Per le suddette sedute la “paziente” pagava 500,00 euro in contanti per le quali non veniva rilasciata alcuna ricevuta fiscale. Al termine dei trattamenti, nell’estate 2015 la donna si rese conto  di avere dei buchi sulla parte esterna delle cosce dove erano stati effettuati  i trattamenti. Quindi la malcapitata , visto quanto accaduto, ritornava dal medico ( questa volta “medico vero” ) che anni prima le aveva effettuato lo stesso trattamento chiedendogli spiegazioni per l’accaduto. Il medico la invitava ad effettuare un’ecografia in quanto secondo lui il trattamento era stato fatto troppo ravvicinato nel tempo e troppo localizzato; l’esito dell’ecografia purtroppo evidenziava una fibrosi causata dal trattamento.

 

  • Altra donna diventata una paziente della FMA e quest’ultima le prescriveva una dieta e poi successivamente le proponeva di effettuare dei trattamenti di mesoterapia.  Dopo aver accettato la proposta, la donna si sottoponeva ai trattamenti di mesoterapia e quasi contemporaneamente anche quelli per la cura della parete venosa; con otto sedute effettuate presso lo studio di Pian di Conca, con iniezioni di fosfatidilcolina per la pancia e l’esterno coscia e, in una circostanza, le asportava un porro a mezzo di bisturi.

 

  • Altro inquietante caso è di una signora che   riferiva di aver conosciuto la FMA ad  aprile-maggio 2016, alla quale si rivolse per alcuni problemi allergici. Dopo aver effettuato specifiche analisi del sangue non emerse alcuna particolare allergia e la “dottoressa” prescrisse una cura a base di spirulina, ganoderma e altri integratori. Successivamente la paziente  consultava un immunologo  il quale le diagnosticava una forte allergia al nickel per la quale aveva avuto una serie di shock anafilattici; il medico specificò alla donna  che la cura di integratori che le era stata prescritta dalla era per lei altamente nociva e che il ganoderma era un fungo molto pericoloso per il tipo di allergia.

Pertanto . gli uomini del Commissariato di Viareggio, su delega della Procura della Repubblica di Lucca , nei giorni scorsi hanno eseeguito una perquisizione , sia nell’abitazione di Torre del Lago che nel finto studio di Massarosa. Il sorprendente risultato corroborava il quadro probatorio nei confronti della donna: venivano infatti rinvenuti farmaci di diversa natura, una borsa frigo contenente medicinali, fiale preriempite , siringhe, aghi per siringhe, blister monodose, confezioni di sodio cloruro, bisturi, attrezzatura per medicazioni, un timbro con intestazione del nome e della professione di medico chirurgo, fatture di case farmaceutiche, seimilaseicento (6.600) euro in contanti ed assegni.

La donna, portata negli uffici, è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Lucca.

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