«Un passo importante per il riconoscimento del legittimo diritto di ogni bambino a mantenere rapporti stabili con entrambi i genitori, anche se separati». Con queste parole il consigliere incaricato agli affari demografici Sabrina Verona annuncia l’adozione del Registro per il diritto alla bigenitorialità, avvenuta nell’ultima seduta del Consiglio Comunale. Un provvedimento che pone Seravezza all’avanguardia su un tema di grande attualità e di alto valore etico e sociale, che investe la qualità delle relazioni familiari, le sensibilità e i diritti dei minori, il ruolo delle istituzioni e le modalità di erogazione dei servizi pubblici.

Il Registro istituito a Seravezza accoglierà i nominativi dei minori per i quali i genitori – o anche uno solo di essi – vorranno attivare un regime di doppio canale informativo riguardo ai servizi erogati dal Comune. Un’informazione diretta obbligatoriamente verso entrambi i genitori, anche se in conflitto, separati o divorziati, per renderli partecipi dei procedimenti che riguardano i figli, come ad esempio l’iscrizione al servizio mensa o le pratiche relative al trasporto scolastico. Il Registro ha solo rilevanza amministrativa e non contrasta pertanto con le leggi in materia di anagrafe e di stato civile, con il diritto di famiglia o con altra normativa di tipo civilistico e comunque riservata allo Stato, così come non contrasta con le competenze di altre amministrazioni pubbliche. Nel Registro potranno essere iscritti i minori residenti nel Comune di Seravezza per i quali i genitori, anche in maniera disgiunta, presentino apposita domanda. La modulistica per l’iscrizione, la mutazione e la cancellazione dal Registro, nonché l’attestazione di avvenuta iscrizione, è già disponibile presso l’Ufficio Anagrafe del Comune.

Significativo che il Regolamento approvato dall’assemblea cittadina contenga un impegno specifico assunto dal Comune “a promuovere azioni di informazione e sensibilizzazione sull’istituzione e sulla natura del Registro”. «Desideriamo che questa nuova opportunità venga conosciuta dalle famiglie e sia sfruttata dai nuclei in condizioni di criticità», spiega il consigliere Verona. «Attraverso questo nuovo strumento si ha infatti l’ambizione di ridurre, se non eliminare, le conflittualità familiari, soprattutto nei casi di separazione, per evitare che ragazzi e bambini finiscano per pagarne le conseguenze, diventando le armi di una “guerra” tra genitori. Il provvedimento adottato non è stato imposto da nessuna normativa. È una decisione che abbiamo voluto prendere ritenendo importante lavorare sulle pari opportunità fra genitori e sui diritti dei minori, peraltro in un momento in cui, con la discussione della Legge Pillon di riforma del diritto di famiglia, queste tematiche sono tornate di grande attualità».

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