Peste suina africana, appello a chi frequenta i boschi della Valle del Serchio: “Massima attenzione e collaborazione”

A seguito della presenza della Peste Suina Africana (Psa) sul territorio, le autorità rinnovano l’appello alla massima collaborazione da parte della cittadinanza, in particolare di coloro che frequentano i boschi della Valle del Serchio.

La Psa è una malattia virale che colpisce esclusivamente i suidi, ovvero cinghiali e maiali, e non rappresenta in alcun modo un pericolo per la salute umana. Tuttavia, il virus è estremamente resistente nell’ambiente e risulta presente nell’area dal mese di ottobre 2025.

Il principale rischio è legato alla possibile diffusione involontaria del virus attraverso materiali contaminati: scarpe, indumenti, ruote dei mezzi e attrezzature che possono venire a contatto con il terreno infetto e contribuire alla sua propagazione.

Per questo motivo, a tutti i frequentatori dei boschi — cercatori di funghi e castagne, escursionisti, cacciatori e altri — viene richiesto il rispetto rigoroso delle norme di biosicurezza al rientro dalle attività all’aperto.

Tra le principali indicazioni figurano il lavaggio e la disinfezione delle mani, la sanificazione delle ruote dei mezzi di trasporto e delle suole delle scarpe, l’utilizzo di sacchetti per il trasporto delle calzature prima della pulizia, nonché il lavaggio in lavatrice degli indumenti utilizzati.

Si raccomanda inoltre il divieto di abbandono di resti di cibo nei boschi e la segnalazione immediata di eventuali carcasse di cinghiale o suini al numero unico regionale o all’azienda sanitaria competente. Particolare attenzione viene richiesta anche nei due giorni successivi alle escursioni, evitando l’ingresso in allevamenti suini.

Per la disinfezione è sufficiente una soluzione composta da tre parti di acqua e una di varichina.

Per eventuali chiarimenti è possibile contattare il servizio veterinario della Valle del Serchio all’indirizzo mail indicato dalle autorità sanitarie.

Le istituzioni ringraziano la popolazione per la collaborazione, fondamentale per la tutela del territorio e dell’economia agricola locale.

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