Cane si accascia e muore sulla spiaggia: giallo sui proprietari spariti nel nulla

Un cane che si accascia sotto il sole, un malore improvviso, i tentativi disperati di chi si trova lì per aiutarlo e, sullo sfondo, l’assenza di coloro che avrebbero dovuto prendersene cura. È una vicenda destinata a suscitare indignazione quella avvenuta a Cala di Forno, nel cuore del Parco della Maremma, dove un cane è morto dopo essere stato lasciato sulla spiaggia. Ora saranno gli accertamenti delle autorità a chiarire cosa sia realmente accaduto e a individuare eventuali responsabilità.

Secondo le informazioni emerse finora, nella giornata di domenica 19 luglio due persone sarebbero arrivate nella celebre cala accompagnate da un cane di media taglia. La presenza dell’animale all’interno dell’area protetta costituirebbe già una violazione del regolamento del Parco, che vieta l’accesso ai cani.

Nel corso della giornata, però, la situazione avrebbe assunto contorni drammatici. L’animale avrebbe infatti accusato un grave malore, probabilmente favorito dal caldo intenso di queste settimane. Le sue condizioni hanno subito destato preoccupazione tra i bagnanti presenti, che si sono resi conto della gravità della situazione.

A quel punto, secondo quanto riferito da alcuni testimoni, i proprietari si sarebbero allontanati sostenendo di andare a cercare soccorso. Da quel momento, però, non sarebbero più tornati. Il cane è rimasto sulla spiaggia, assistito da altre persone che hanno cercato di aiutarlo e confortarlo fino all’ultimo. Nonostante i tentativi di prestargli assistenza, per l’animale non c’è stato nulla da fare.

L’intervento del Parco

La vicenda è stata resa nota dall’Ente Parco della Maremma, che ha espresso profondo sconcerto per quanto accaduto.

Secondo quanto spiegato dall’ente, l’allarme ai Guardiaparco sarebbe arrivato soltanto diverse ore dopo l’inizio dell’emergenza. In un primo momento sarebbero state infatti contattate altre forze dell’ordine e alcune associazioni animaliste. Quando il personale del Parco è riuscito a raggiungere Cala di Forno, una delle zone più isolate e difficilmente accessibili dell’area protetta, il cane era già morto.

“Esprimiamo il nostro più profondo sconcerto per questa vicenda“, fanno sapere dal Parco, che definisce l’episodio di particolare gravità sia per la presenza dell’animale in un’area dove non era autorizzato l’accesso, sia per il tragico epilogo.

L’Ente ha annunciato che trasmetterà una dettagliata relazione alle autorità competenti per consentire tutti gli approfondimenti necessari.

Il microchip e le indagini

Un elemento ritenuto particolarmente importante dagli investigatori è la presenza del microchip, che potrebbe consentire di risalire rapidamente al proprietario dell’animale e ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.

Resta da chiarire se chi era con il cane si sia effettivamente allontanato per cercare aiuto e non sia poi riuscito a rientrare nella cala oppure se vi siano altre spiegazioni dietro una vicenda che ha lasciato sgomenti quanti hanno assistito agli ultimi momenti di vita dell’animale.

L’esposto di Aidaa

Sull’accaduto è intervenuta anche Aidaa, l’Associazione italiana difesa animali e ambiente, che ha annunciato la presentazione di un esposto alla Procura di Grosseto.

L’associazione parla di una vicenda “semplicemente abominevole” e chiede che vengano accertate tutte le eventuali responsabilità. Secondo Aidaa, la presenza del microchip rappresenta un elemento fondamentale per individuare chi aveva in custodia il cane al momento dei fatti.

La vicenda ha riacceso anche il dibattito sui rischi che gli animali possono correre durante le giornate caratterizzate da temperature elevate. Gli esperti ricordano infatti che l’esposizione prolungata al sole e al caldo può provocare conseguenze gravissime, fino al colpo di calore e alla morte, soprattutto in assenza di adeguate condizioni di riparo e idratazione.

Mentre proseguono gli accertamenti, resta l’immagine più dolorosa di questa storia: quella di un cane che ha trascorso i suoi ultimi momenti di vita sulla sabbia, circondato dalla solidarietà di perfetti sconosciuti.

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