VIAREGGIO — Il silenzio della maggioranza sul caso Telegram comincia a incrinarsi. Mentre l’opposizione attende la convocazione del Consiglio comunale urgente, chiesto congiuntamente dai gruppi Pd, Fermi Mai e Marialina Marcucci sindaca, nelle stanze del Municipio si cerca di ricomporre una situazione politica diventata sempre più delicata.
Oggi la sindaca Sara Grilli ha incontrato una delegazione del Centrodestra. Un confronto ampio, nel quale non poteva non entrare anche la vicenda che ha coinvolto l’assessore Rodolfo Salemi, finito al centro delle polemiche dopo aver diffuso sulla chat Telegram “Anonymus Versilia”, seguita da oltre 5.600 utenti, le coordinate di tre posti di controllo predisposti sul lungomare.
All’uscita dal Municipio tutti hanno scelto di non commentare e hanno evitato di rispondere alle domande dei giornalisti che li aspettavano al “varco”. A parlare, invece, è stato Vittorio Fantoni, capogruppo della lista e segretario comunale di Forza Italia. Una presa di posizione che, precisa, è esclusivamente personale e arriva prima del confronto con i vertici provinciali del partito. “La ferita istituzionale è profonda – ha affermato Fantoni. E proprio per questo, spiega, non sarebbe più possibile limitarsi al silenzio. “Questo ci impone di non nascondere il nostro pensiero, – ha aggiunto – anche per rispetto dei cittadini. L’intera vicenda mi lascia molto perplesso”. Parole che segnano una distanza, seppure misurata, dall’episodio. Ma senza mettere in discussione la sindaca: “Resta intatta la mia fiducia nel lavoro di Sara Grilli“, ha sottolineato Fantoni.
Una posizione prudente, dunque, in attesa che la politica faccia il suo percorso. Anche perché Salemi, dopo le polemiche, aveva presentato le proprie dimissioni, accompagnandole alle scuse per quanto accaduto. Dimissioni che la sindaca ha però deciso di respingere, confermando l’assessore nel suo incarico.
Ed è proprio questa scelta a rappresentare uno dei nodi politici più delicati.
Le tensioni nella maggioranza
Dietro la cautela delle dichiarazioni ufficiali, infatti, emergono segnali di malumore all’interno della maggioranza. Il Centrodestra si trova a gestire una vicenda particolarmente imbarazzante anche alla luce del peso che, sul piano politico ed elettorale, hanno sempre avuto i temi della sicurezza e dei controlli sul territorio.
Ma le indiscrezioni riguarderebbero anche l’Area Civica. Secondo i rumors che circolano in queste ore, qualcuno all’interno della stessa maggioranza potrebbe aver sfruttato politicamente la vicenda per mettere in difficoltà una componente interna e ridimensionare l’area riconducibile ai cosiddetti “delghingariani”.
Si tratta, al momento, di indiscrezioni e non di fatti accertati. Ma se il sospetto trovasse conferme, il caso Telegram assumerebbe una dimensione ancora più ampia, trasformandosi da incidente politico-istituzionale in una possibile resa dei conti interna alla coalizione.
E gli equilibri della maggioranza, già tutt’altro che semplici, potrebbero risentirne pesantemente.
Intanto, come noto, i sindacati di Polizia alzano il livello dello scontro
Ora la parola passa al Consiglio comunale, dove l’opposizione chiede che il caso venga affrontato pubblicamente. Sarà quella la sede nella quale la maggioranza dovrà spiegare le proprie scelte e chiarire se, dopo una settimana di silenzio, il “caso Telegram” sia davvero chiuso oppure se abbia appena aperto una crisi politica dagli esiti ancora tutti da capire.
