Gloria Puccetti
Il 6 dicembre 2007 sette operai hanno perso la vita in un incendio sulla linea 7 della ThyssenKrupp di Torino.
Uno dei più gravi incidenti sul lavoro mai verificatosi nel nostro Paese.
“La procura di Torino, in capo al dottor Guariniello, ha lavorato velocemente e con grande competenza, arrivando ad una sentenza esemplare ed una pena proporzionata alla gravità del danno provocato”, commenta Gloria Puccetti, consigliera comunale di Viareggio e presidente del Coordinamento Nazionale “Noi non dimentichiamo”: “Abbiamo visto alla sbarra un intero sistema imprenditoriale che opta per l’eventualità dell’infortunio mortale piuttosto che mettere in sicurezza il posto di lavoro. Abbiamo pensato “è stata fatta giustizia”, se così si può dire quando si perde un figlio… Abbiamo sperato che questa pagina giudiziaria aprisse una nuova narrazione sul percorso della giustizia italiana. In realtà nel lungo ping pong di sentenze (tipicamente italiano) dei vari gradi di giudizio, le pene sono state riviste, ma la grande vergogna è che Espenhahn, condannato a 9 anni e 8 mesi di reclusione e Priegnitz, condannato a 6 anni e 3 mesi di reclusione, sono volati in Germania e non hanno ancora scontato la pena. Numerosi sono gli appelli da noi fatti al Ministro di Giustizia Andrea Orlando, rinnovati da pochi mesi, anche al nuovo Ministro Alfonso Bonafede. Stiamo aspettando che la Germania dia esecuzione al verdetto, come si dovrebbe fare in un paese civile, oppure, che i due condannati vengano restituiti all’Italia, tramite mandato di arresto europeo. Oggi è il giorno della memoria, il nostro pensiero va ai ragazzi scomparsi dentro quell’acciaieria, ai loro volti, ai loro sorrisi, ai loro progetti cancellati…a questo si deve pensare quando non ci si prende cura della vita dei nostri giovani che vanno al lavoro. Il nostro abbraccio è per le mamme e per il loro dolore che è anche il nostro. La speranza, che chi è al comando del nostro Paese, abbandoni pigrizie e opportunismi e si impegni con coraggio e convinzione a recuperare quei sani principi morali che abbiamo perso di vista e di cui abbiamo un gran bisogno, per evitare lo smarrimento e il disagio profondo di una società che rischia ogni giono la tenuta del suo tessuto sociale ed etico”.
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