Un gruppo di lavoro promosso dalla Regione Toscana che coinvolga la Fondazione Carnevale, i Maestri costruttori con la loro sapienza e abilità, oltre ovviamente alla Sovrintendenza, per dare corpo allo studio di Michelangelo per la facciata di San Lorenzo a Firenze, attraverso la realizzazione di un’imponente installazione temporanea.

Si tratta di un progetto di grande valore storico e artistico, rimasto “nel cassetto” per ben cinquecento anni. Michelangelo lo aveva studiato nei dettagli su incarico della famiglia Medici, proprio per la facciata della chiesa fiorentina. Ma non si concretizzò. A cinque secoli di distanza, la Regione Toscana ha chiesto a Fondazione e Maestri costruttori del Carnevale di Viareggio di partecipare al gruppo di lavoro per la realizzazione di una grande scenografia-installazione temporanea che possa far “rivivere” quel modello michelangelesco, mai realizzato.
“Sono certo che la sapiente abilità dei nostri artisti del Carnevale di Viareggio, insieme alle professionalità della Sovrintendenza, saprà dare vita allo studio di Michelangelo, che la famiglia Medici gli aveva commissionato nel Cinquecento per la facciata della chiesa fiorentina, senza che, però, venisse mai realizzato – ha dichiarato il presidente dell’Assemblea Toscana Eugenio Giani – una sfida che l’eccellenza delle nostre maestranze saprà senz’altro superare brillantemente”.

Ad illustrare alla Fondazione e agli artisti del Carnevale di Viareggio il progetto e a chiedere la loro disponibilità ad esserne coinvolti, sono stati Eugenio Giani, presidente del Consiglio Regionale della Toscana e il consigliere regionale Stefano Baccelli, insieme a Massimo Ruffilli professore ordinario in pensione del Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze. All’incontro, svoltosi nei giorni scorsi, hanno partecipato, con i Maestri, il vicepresidente della Fondazione Carnevale Marco Szorenyi e la consigliera di amministrazione Monica Guidi.

Il progetto per la facciata di San Lorenzo a Firenze fu commissionato nel Cinquecento a Michelangelo da Giovanni de’ Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico, salito al Soglio Pontificio con il nome di Leone X. La chiesa, edificata dal Brunelleschi sotto Cosimo il Vecchio e Piero de’ Medici, era infatti rimasta senza facciata. Michelangelo elaborò per il Pontefice il modello in legno, che rappresentava l’esecutivo, e alcuni bozzetti delle statue. La facciata progettata era in marmo bianco di Seravezza e Pietrasanta. Michelangelo in quegli anni si dedicò al lavoro con grande entusiasmo, partecipando personalmente all’estrazione dei marmi e alla preparazione a Seravezza, Stazzema e Pietrasanta delle prime colonne, una delle quali arrivò a Firenze. Ma erano anni difficili per il Papato, tra guerre e tensioni, e Leone X dovette far interrompere il lavoro studiato dal genio michelangelesco.

Il legame con Firenze, il Carnevale e l’arte della cartapesta, che a Viareggio si è sviluppata nella costruzione dei grandi allegorici, non è nuovo: fino al 1869 nell’allora Capitale d’Italia, si tennero sfilate di carri allegorici in cartapesta durante il Carnevale.

 

 

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ultimo aggiornamento: 12-12-2018


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