“Vedendo quello che succede nella sinistra mi sembra di essere in un bar di provincia mentre si tiene una partita di tressette alla meno”

“Tressette alla meno
Un po’ d’anni fa, al barino con gli amici, giocavo a “tressette alla meno”. In pratica il famoso gioco di carte, ma alla rovescia, lo scopo era fare meno punti possibile. Le battaglie, con spettatori curiosi e silenti, erano leggendarie e i caffè pagati, anche se costavano poche lire, pesavano lostesso nei portafogli di studenti e disoccupati.
Ecco, leggendo e vedendo quello che succede nella sinistra e nel centro sinistra, mi sembra di essere oggi in quel barino di provincia mentre si tiene una mitica partita di tressette alla meno”.

Lo scrive il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro:

“Ogni giocatore pensa e studia le mosse per perdere punti, con scaltrezza e determinazione adotta la strategia perdente, perchè quella vincente è subliminale e alta (che in pochi eletti capiscono) ed ha come elementi fondanti: la purezza, l’intelligenza, il genio.
Quindi si lavora per perdere, ma si mantengono inalterati i valori, inossidabili gli ideali, granitici i principi.
E allora giù calate di carte vincenti per riuscire a perdere meglio, per dare il senso della limpidezza del gesto, del segno segreto che ammicca e cambia in peggio la partita.
E il tutto naturalmente, in “quattro amici al bar”, con le proprie carte, i sostenitori in piedi o seduti dietro di loro, il via vai dei frequentatori abituali, le chiacchiere e le battute feroci.
Poi, alla fine, naturalmente si becca il solito caffè, pagato o da pagare, ci si prende in giro con sarcasmo e, consapevoli e forti di essere dalla parte del giusto, si torna a casa, senza rancore e senza vittoria.
Applausi”.

Aggiornato il: 14-01-2019 11:01