“Era pubblicizzato come “circolo privato” ma in realtà svolgeva di fatto una vera e propria attività di ristorante, e di livello molto elevato. Ed in effetti la qualità della cucina, unita alla posizione panoramica ed al lusso delle strutture e degli arredi, avevano procurato al locale sul Monte di Ripa una numerosa clientela, che non badava a spese pur di prenotarsi un posto in quello che da tempo era considerato tra i locali più “in” della Versilia”.

A renderlo noto, dopo la GdF ( LEGGI QUI: Non era un circolo ma un ristorante di lusso, blitz sulle colline versiliesi ) è il comandante della Polizia Municipale di Seravezza Mauro Goduto

“Il livello di notorietà  raggiunto dal locale aveva suscitato però malumori da parte di ristoratori (quelli veri), che non avevano mancato di segnalare l’attività agli organi di controllo. L’anno precedente il locale era stato sequestrato per alcuni mesi dalla Procura su richiesta della Polizia Municipale di Seravezza  a causa di irregolarità edilizie, per le quali il titolare è stato recentemente condannato dal tribunale di Lucca, mentre le opere abusive erano già state rimosse. Ciò nonostante, il  locale continuava con l’attività di ristorazione fittizia, limitandosi a far compilare agli avventori le tessere di iscrizione al circolo. In realtà la clientela, più che alle dichiarate finalità culturali del circolo, era interessata alla raffinata (anche se costosa) cucina; è stato accertato che i gestori non si limitavano a cene “normali”, organizzando anche veri e proprie feste di matrimonio nelle quali, pur di poter fruire del contesto di alto livello, non si badava a spese. Insomma, poco a che vedere con un normale circolo privato”.

Le indagini delle Fiamme Gialle e della Polizia Municipale,  durate alcuni mesi ed estese anche alla visione di social e siti internet,  hanno poi portato ad un intervento congiunto nei locali del “circolo” durante una cena, nella quale  è stata accertata definitivamente in modo inequivocabile  l’attività di ristorazione abusiva. Nei confronti del titolare è scattata quindi una sanzione di € 5.000 e la chiusura del  circolo. L’azione degli organi di polizia rientra in una più vasta  attività di accertamenti, a tutela di quanti svolgono invece il proprio lavoro nel rispetto delle regole.

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