Alla vigilia dei 15 anni della Legge 40 (entrata in vigore il 10 marzo 2004), lanciata al Senato la Campagna Sociale della Fondazione PMA Italia per la Procreazione Medicalmente Assistita. Nuove terapie e opportunità maggiori a fronte di un contesto sociale in continua evoluzione presentate nell’ambito del convegno “La scelta di essere mamma”

Procreazione Medicalmente Assistita: parte dal Senato la “campagna del…cavolo”

La Campagna del.. Cavolo” serve a ricordare che i bambini sono il frutto di scelte libere e consapevoli: in caso di difficoltà naturali, la scienza può venire in aiuto. La questione è molto seria: circa 15mila bambini in Italia nascono con la procreazione medicalmente assistita” dichiara l’avvocato Gianni Baldini, Docente di Biodiritto all’Università di Firenze, Legale delle coppie che sono ricorse alla Corte Costituzionale, Direttore Fondazione PMA Italia

 LA CAMPAGNA DEL… CAVOLO – E’ partita venerdì 8 marzo la campagna di comunicazione “La campagna del… cavolo”, presso la Sala Isma del Senato della Repubblica, con il Convegno “La scelta di essere mamma” organizzato dalla Fondazione PMA Italia. La campagna si propone di informare i cittadini italiani che possono sottoporsi alla preservazione della propria fertilità: è infatti possibile conservare i propri gameti con spese a carico del Sistema Sanitario Nazionale per poi utilizzarli quando sarà più opportuno, ossia quando le condizioni sociali permetteranno agli individui di avviare un progetto genitoriale. La campagna si svilupperà sul web e attraverso i canali televisivi nazionali e sarà rivolta a tutti coloro che saranno interessati dall’opportunità di preservare la propria fertilità, rivolgendosi su tutto il territorio nazionale su tutti i centri aderenti alla Fondazione PMA Italia. Più in generale, lo scopo è di promuovere la cultura della riproduzione: un’operazione con molteplici risvolti anche di tipo sociale e politico. “Il cavolo è il simbolo della fecondità” ha spiegato l’avvocato Gianni Baldini, Docente di Biodiritto all’Università di Firenze, Legale delle coppie che sono ricorse alla Corte Costituzionale, Direttore Fondazione PMA Italia – “Basti pensare ad elementi simbolici come il fatto che viene raccolto dopo 9 mesi o che le donne che lo colgono sono dette levatrici. In questo contesto, il cavolo ha la funzione di sdrammatizzare una vicenda seria: circa 15mila bambini in Italia nascono con la procreazione medicalmente assistita”.

NUOVE OPPORTUNITA’ PRESENTATE AL SENATO – Molteplici i temi al centro dell’attenzione, dalla preservazione della fertilità, all’accesso alla procreazione medico-assistita, dalla denatalità in Italia alla possibilità di donazione di gameti. “La Campagna del.. Cavolo” serve a ricordare che i bambini non nascono sotto i cavoli, ma sono il frutto di scelte libere e consapevoli che in presenza di difficoltà naturali la tecnologia consente comunque di realizzare. L’importante è essere informati” dichiara il Prof. Luca Mencaglia, Presidente Fondazione PMA. Sempre più coppie oggi lamentano problemi di sterilità/infertilità. Ormai le stime parlano di percentuali sopra il 20%. Ciò è dovuto a stili di vita sbagliati, scelte procreative in età sempre più tarda, fattori ambientali di vario tipo. Ma soprattutto mancanza di prevenzione che significa mancanza di educazione e informazione sui temi della fertilità.

La campagna dovrà far fronte alle molteplici problematiche accennate in sede di convegno, spesso originate da contesti sociali inediti. “La bassa fertilità ad esempio è legata a fenomeni come la crisi economica, che impedisce alle famiglie una stabilità e una programmazione nel lungo periodo; la generazione del “baby boom” sta uscendo dall’età fertile, mentre vi stanno entrando coloro che sono nati tra gli anni ’70 e gli anni ’90; tra gli adolescenti colpiti da neoplasie, il 95-98% guarisce, un risultato rivoluzionario rispetto al passato, ma resta l’infertilità.” Queste sono alcune delle questioni evidenziate da Luca Gianaroli, Vice-Presidente Fondazione PMA Italia e Direttore Scientifico S.I.S.Me.R. – Società Italiana Studi di Medicina della Riproduzione (Bologna).

I 15 ANNI DELLA LEGGE 40 – La legge 40 del 2004 “compie” 15 anni proprio il prossimo 10 marzo. La Legge 40/2004 ha ammesso al trattamento di procreazione medicalmente assistita le coppie sterili. Una normativa modificata negli anni dalla giurisprudenza, ma ad oggi obsoleta e incompleta. Basti pensare alla complessità della trafile per la donazione dei gameti, che richiede tempi lunghi e costi elevati, anche per il donatore. Per questo la Campagna della Fondazione PMA Italia vuole sensibilizzare le istituzioni, che già hanno raccolto l’appello in occasione del convegno al Senato. “Ancora troppe sono le coppie che devono andare all’estero per ottenere una fecondazione eterologa, mentre l’Italia è territorio di conquista per centri di procreazione medicalmente assistita stranieri, che portano qui i gameti dall’estero” – ha dichiarato il presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato Pierpaolo Sileri. L’obiettivo che ha proposto è quello di ridurre il turismo procreativo ed evitare l’importazione di gameti, mediante un aumento del numero di donatrici di ovociti e una semplificazione del percorso della donazione.

Sulla Legge 40 il vicepresidente del Parlamento Europeo Fabio Massimo Castaldo ha affermato che “in tema di procreazione medicalmente assistita, in particolare eterologa, l’Italia sconta un ritardo molto importante derivante dalla applicazione della legge 40. Basta guardare le statistiche di importazione dei gameti per rendersi conto di quanto oggi il nostro paese debba ancora recuperare per garantire il pieno diritto alla maternità a tutte le donne”.

 

LA FONDAZIONE PMA – PMA Italia è la prima organizzazione di centri nazionali pubblici e privati nel campo della procreazione medicalmente assistita; nata con l’obiettivo di contribuire alla lotta contro la sterilità umana, promuove studi e ricerche e valorizza il rapporto con i pazienti con la Fondazione di Partecipazione PMA Italia. Un progetto innovativo volto a trasformare lo scenario della medicina della riproduzione nel nostro Paese a beneficio sia degli operatori che dei pazienti. Scopo principale della Fondazione è divenire l’interlocutore di riferimento per tutte le istituzioni per tutti gli aspetti che riguardano la procreazione medicalmente assistita.

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