Sabato pomeriggio finito male, in carcere, per uno spacciatore calabrese arrestato il 23 marzo scorso dagli investigatori della Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della GdF di Livorno.

Si aggirava sul litorale livornese su una vecchia berlina con targa italiana e le fiamme gialle gli sono piombate addosso quando lo hanno visto circolare, esitante, lungo una delle direttrici di collegamento al territorio urbano della città, una tra le zone più battute di Livorno, con i finanzieri che stavano attuando il dispositivo di controllo economico del territorio e di contrasto ai traffici illeciti coordinato dalla Sala Operativa del Comando Provinciale della stessa GdF labronica.

Un posto di controllo stradale del tutto normale al quale però l’automobilista, un signore di mezza età, ha risposto in modo anomalo, mostrando segnali di nervosismo già nell’avvicinarsi al luogo in cui erano fermi i militari.

La successiva ispezione dell’abitacolo, dinanzi al fare molto agitato del guidatore, consentiva poi di rinvenire all’interno di un sacchetto di plastica due involucri foderati con nastro adesivo, poggiati sui sedili posteriori e contenenti, complessivamente, 20 panetti, ciascuno composto da 100 grammi di sostanza, per un totale di 2 chilogrammi di cannabis.

Lo stupefacente, sottoposto a reazione chimica con il “drop-test”, è stato individuato come hashish a elevato grado di purezza.

Il conducente del mezzo, S.C. di 55 anni, è stato tratto in arresto per traffico e detenzione di sostanze stupefacenti e, su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Livorno, Dott.ssa Sabrina Carmazzi, è “finito dietro le sbarre” della Casa Circondariale “Le Sughere”. Visto il modo sprovveduto di trasportare la droga, forse non si aspettava che quel sabato pomeriggio sarebbe finito nella rete dei controlli della Finanza e poi in galera.

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