Una furbetta del cartellino condannata per truffa allo Stato a tre anni di reclusione e 5 di interdizione dai pubblici uffici. Questa la sentenza del giudice Stefano Billet contro un’impiegata del tribunale di Lucca, una 54enne di Torre del Greco eresidente da anni a Viareggio, assolta dall’accusa di peculato. Da quanto ricostruito in aula, la donna, in molte occasioni – circa 35 giorni, dal giugno al settembre 2015 –  invece che rimanere al lavoro era tornata a Viareggio, andando anche in spiaggia, facendo timbrare il cartellino di uscita a dei colleghi. Dopo la segnalazione alla Procura erano iniziate le indagini: dai tabulati telefonici era emerso che il suo cellulare, nell’orario in cui sarebbe dovuta essere presente negli uffici di via Galli Tassi, si era agganciato alle celle della costa, Viareggio e Versilia. Inutile la difesa da parte dell’impiegata che ha affermato di aver dato il telefonino alla figlia:  la sua versione, infatti, non è stata ritenuta credibile. Il giudice Billet, nel condannarla, ha anche trasmesso gli atti al pubblico ministero per procedere contro due colleghi per falsa testimonianza. La dipendente del tribunale condannata risulta indagata anche in un altro procedimento, per danneggiamento della vettura di un collega che aveva testimoniato in aula. Atto, questo, che sarebbe stato ripreso dalle telecamare di palazzo di giustizia.

 

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ultimo aggiornamento: 30-03-2019


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