TSO, la replica del comandante Barsuglia

Replica del Comandante dei Vigili Urbani Claudio Barsuglia sull’articolo relativo alla mancata esecuzione di un TSO di ieri ( LEGGI QUI: Protesta di un genitore: “I vigili urbani non hanno dato… ).

” In merito a quanto pubblicato e relativo all’operato del mio personale per la mancata esecuzione di un A.S.O.   preciso che questo è stato eseguito grazie alla costante presenza del personale della Polizia Municipale dando sempre supporto al personale medico operante e tentando costantemente un’attività di persuasione. Alle h 18,30 il soggetto si convinceva a salire sull’auto del personale medico che veniva scortata fino all’ospedale, accompagnando i sanitari ed il soggetto fino all’interno del reparto, evitando anche un tentativo di allontanamento.  Solo nel momento in cui il personale medico lo ha deciso, il mio personale ha lasciato il reparto attivandosi però per la trasformazione dell’ASO in TSO.  Va precisato però che trattasi di un provvedimento di carattere SANITARIO ed è bene ricordare che il soggetto non è un delinquente ma una persona bisognosa di cure e che per legge deve essere preceduto da iniziative rivolte ad assicurare il consenso e la partecipazione dello stesso.  Restano tuttavia  interventi complessi e delicati (i fatti di Torino purtroppo sono eloquenti), privi di una regolamentazione dettagliata con chiarezza dei ruoli,  che hanno un duplice aspetto : TERAPEUTICO  e COSTRITTIVO, la cui natura è SANITARIA. L’esecuzione di un provvedimento sanitario del Sindaco si profila come uno dei compiti della Polizia Municipale e delle Forze dell’Ordine cui è indefettibile la contestuale presenza del personale sanitario

Questi provvedimenti hanno tuttavia un duplice obiettivo: terapeutico (realizzato questo attraverso l’équipe psichiatricacostrittivo (di difesa sociale mediante l’intervento della Polizia Municipale o della forza pubblica). 

A tale proposito cito quanto pubblicato in merito dal dott Ugo Terracciano Dirigente della Polizia di Stato docente di Politiche di Sicurezza presso l’Università di Bologna

“… In tal caso l’esecuzione del T.S.O. viene ad essere assicurata dall’azione complementare di due tipi di operatori, con distinti ambiti di intervento e di responsabilità. Cade pertanto ogni contrapposizione fuorviante fra operazione di Polizia e operazione sanitaria. Si tratta infatti di una operazione congiunta laddove il personale sanitario, lungi dall’essere deresponsabilizzato dalla presenza della Forza Pubblica, continua ad essere titolare di un ruolo tecnico mirato alla tutela della salute del paziente, al rispetto ed alla cura della suapersona, nonché al recupero di un suo consenso”.

Pertanto confermo che l’operato del mio personale è stato corretto e estremamente professionale , rispettoso nei confronti del soggetto nonchè di quanto attualmente disciplinato in materia, e sottolineo ancora però,  che sono situazioni estremamente delicate e difficili e solo una precisa regolamentazione potrà renderle meno complesse ma soprattutto meno traumatiche per chi le deve subire ma anche per chi lo deve eseguire”

Aggiornato il: 28-04-2019 13:52