Delitto del Varignano, oggi all’interrogatorio fissato davanti al gip Trinci e al pm Lucia Rugani, Stefano Castellari, assistito dai suoi due legali, avvocati Sandro Guerra e Luigi Velani, si è avvalso della facoltà di non rispondere.  L’uomo resta in carcere.

Un momento di follia, quello che lo avrebbe spinto a uccidere l’anziano padre Roberto, pediatra in pensione, al culmine di un litigio.  Il medico, secondo il racconto fatto alla Polizia prima dell’arreesto, avrebbe mimato di voler colpire con una pietra ornamentale il figlio e a quel punto Stefano Castellari avrebbe reagito colpendo il padre, soffocandolo poi col cuscino con il quale Roberto Castallari si era fatto scudo.

L’autopsia sul corpo della vittima è stata eseguita questo pomeriggio dal medico legale nominato dalla Procura di Lucca, la dottoressa Ilaria Marradi: “Attendiamo gli esami istologici, che saranno pronti tra una ventina di giorni – ha riferito alla nostra redazione: ” Propendo per la morte per soffocamento, anche se non è mai facilissimo stabilire il decesso per asfissia. Certo che le contusioni alla testa, provocate con la pietra, hanno contribuito allo stordimento”. La difesa ha comunque nominato come suo perito per l’esame autoptico l’anatomopatologo dottor Stefano Pierotti: “E’ una situazione delicata e ancora tutta ancora da chiarire su alcuni aspetti. Non è semplice dire con certezza se la morte sia stata provocata dalle lesioni al cranio o dal cuscino sul volto. Non si tratta di una morte da sparo. Al momento sono prudente, attendiamo l’istologico”.

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