Lorenzo Major, mondo dello sport paralimpico sotto choc per la morte: si attende l'autopsia - Cronaca Viareggio, Top news Versiliatoday.it

Lorenzo Major, mondo dello sport paralimpico sotto choc per la morte: si attende l’autopsia

Il mondo dello sport paralimpico è sotto choc per la morte di Lorenzo Major. L’atleta, campione mondiale di arrampicata, era in Toscana perchè stava partecipando al raduno con la Nazionale in vista della Coppa del Mondo di scherma in carrozzina. Arrampicata e scherma, ma anche kayak, basket, paratriathlon, pesistica e tanto altro: Lorenzo era un atleta a 360 gradi. Quando iniziava un’impresa sportiva la portava sempre fino in fondo, arrivando al massimo. Prima dell’incidente in moto che, quando aveva 31 anni, gli provocò una paraplegia permanente, era un agonista di alto livello nelle arti marziali.
Poi ha scoperto lo sport paralimpico per rilanciarsi. Non ha mai partecipato alle Olimpiadi, ma è arrivato comunque ai vertici mondiali in diverse specialità. Tra quelle che praticava c’era il tiro a segno e probabilmente proprio per questo possedeva un’arma. Aveva ripreso a fare scherma da non molto, e si allenava con la Zinella Scherma di San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, realtà che da anni porta avanti progetti integrati.
Persona descritta da tutti come solare e con grandi capacità comunicative, partecipava anche a incontri all’università, insieme a Melissa Milani, presidente del comitato paralimpico dell’Emilia-Romagna e docente. “Tutto quello che faceva Lorenzo diventava oro”, lo ricorda ora Milani, sconvolta dalla notizia, così come tutte le persone a lui vicine. Da pochi mesi Lorenzo era diventato papà.

Ora si attende l’esito dell’autopsia da parte del medico legale dottor Stefano Pierotti, chiesta dal pubblico ministero titolare del fascicolo di indagine, dottor Antonio Mariotti, e  fissata per martedi prossimo all’ospedale Versilia. Da una prima ricognizione sul cadavere è emerso un piccolo foro d’ingresso di un proiettile di una Calibro 22, regolarmente detenuta dal camione, trovato all’altezza del naso.  Resta però il mistero degli altri bossoli ritrovati nelle vicinanze e dei colpi finiti contro porte e finestre del grande palazzo a vetri di fronte al parcheggio che ospita anche l’Agenzia delle Entrate di Viareggio.

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Aggiornato il: 11-05-2019 19:30