Professoressa sospesa, il sindaco Verona: “No alla censura”

“Non finiamo più ormai di indignarci: striscioni rimossi dalle forze di polizia perché ritenuti offensivi, manifestanti arrestati sui tetti perché scomodi, raduni fascisti a Predappio per ricordare il Duce o a Prato per il centenario del fascismo. Adesso arriva la sospensione per 15 giorni di una docente di Italiano dell’Istituto tecnico Industriale Vittorio Emanuele III di Palermo a cui viene  contestato il fatto di non avere controllato preventivamente il lavoro dei suoi alunni, i quali, in occasione della Giornata della memoria del 27 gennaio, avevano presentato un video nel quale accostavano la promulgazione delle leggi razziali del periodo fascista al Decreto sicurezza del ministro dell’Interno”.

Lo scrive il sindaco di Stazzema, Maurizio Verona:

“Non si ricorda un analogo provvedimento quando un insegnante nella Provincia di Massa Carrara sventolò una bandiera della Repubblica Sociale Italiana sopra i Monti di Vinca luogo in cui i nazifascisti uccisero 173 civili. Dov’era il ruolo dell’educatore allora?

Il paragone tra il Decreto Sicurezza e le Leggi Razziali forse non ci sta, ma il provvedimento appare enorme per un’insegnante con oltre 40 anni di servizio, quando sui social, su internet circolano liberamente insulti di ogni genere a sfondo razziale, sessuale e di ogni genere. Se il Decreto Sicurezza ha stimolato in un ragazzo quel tipo di conclusione, poteva essere un motivo di una riflessione profonda su un tema delicato come le migrazioni e su quello che furono le leggi razziali.

Sbagliato o meno l’accostamento era frutto di un pensiero di un alunno: dobbiamo aspettarci che presto ci sarà il controllo su temi, compiti in classe ed in futuro, per essere sicuri che i bambini crescano allineati, anche sui pensierini.

C’è già stato un periodo in cui ciò accadeva e quel periodo si chiama Fascismo.

Sempre antifascisti: e piena solidarietà agli insegnanti che lavorano per formare ragazzi e ragazze indipendenti e capaci di una critica. Continuate a portare i ragazzi a Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto, Ventotene, Capaci ed in tutti i luoghi in cui qualcuno è morto per la nostra libertà.

Non avremo mai paura di un pensiero libero: ci spaventa invece, molto la censura sull’insegnamento e sulle riflessioni spontanee dei nostri ragazzi”.

Aggiornato il: 18-05-2019 9:46