La Cassazione ha confermato la condanna a 8 di carcere, per omicidio preterintenzionale, del tribunale di Lucca e della corte d’Appello di Firenze per Mostapha Essami, un senza tetto del Marocco. La vicenda di cronaca risale a tre anni fa, quando l’uomo aveva ucciso, in pineta di ponente a Viareggio, il connazionale Mohamed Hamdi, un clochard 46enne marocchino, trovato morto nella notte di Ferragosto del 2016 a due passi dal laghetto dei cigni.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Lucca, diretti dal maggiore Paolo Floris, con la collaborazione dei colleghi del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Firenze e della Compagnia di Signa, lo avevano trovato, a pochi giorni dopo il fatto di sangue,  in una baracca di Campi Bisenzio assieme ad una 35enne moldava di 35 anni, anche lei clochard e lo avevano arrestato. Un delitto passionale, come fu ricostruito dagli inquirenti, che era maturato, per futili motivi, nel corso di una lite finita con il mortale ferimento del 46enne, colpito da una coltellata al cuore su una panchina.

Mostapha Essami
Mostapha Essami

Il killer, Mostapha Essami, aveva svariati precedenti alle spalle per reati di ogni tipo e con la propensione a rendersi protagonista di risse e  atti di violenza in genere. L’uomo, senza fissa dimora e nullafacente, avevano spiegato i vertici dell’Arma durante una conferenza stampa in Cortile degli Svizzeri a Lucca, era stato rintracciato in una baracca di lamiere alla periferia di Campi Bisenzio, in compagnia di una donna moldava di 35 anni, anche lei senza fissa dimora, che era insieme a lui anche al momento del delitto e che probabilmente era stata all’origine della contesa tra i due marocchini, Mostapha e Mohamed, la notte dell’omicidio. Le indagini si erano strette attorno all’omicida  dopo che i Carabinieri avevano sentito decine di persone nell’ambiente dei senza tetto dell’area metropolitana di Firenze, ambiente da cui proveniva la vittima che appariva, fin da subito, del tutto decontestualizzata rispetto alla Pineta di Viareggio, tristemente nota come luogo di spaccio di sostanze stupefacenti, proprio ad opera di numerosi magrebini. Secondo le indagini svolte dai militari del Nucleo Investigativo di Lucca, coordinate dal Pubblico Ministero di Lucca dottor Aldo Ingangi, l’omicidio era maturato proprio in seno ad un gruppo di marocchini, provenienti da Firenze, recatisi a Viareggio per trascorrere il Ferragosto. Un gruppo, appunto, composto da clochard fiorentini partiti con l’intento di condividere un momento di “vacanza” tra la spiaggia e la pineta della Versilia, dove risultò che si fossero trattenuti per qualche giorno. Le informazioni via via raccolte dai militari del Comando Provinciale di Lucca, con il prezioso contributo dei colleghi di Firenze, in pochissimo tempo avevano portato a concentrare le attenzioni investigative su Mostapha Essami, che una volta rintracciato non fornì agli inquirenti dichiarazioni sull’accaduto. In ogni caso, le numerose e concordanti testimonianze acquisite, e non solo, lo indicarono come autore dell’omicidio avvenuto al culmine di una lite nata da un banale alterco verbale e poi degenerata. Nel corso della perquisizione della baracca in cui fu trovato il Mostapha  furono rinvenuti alcuni coltelli compatibili con quello utilizzato dall’omicida e altre tracce che, poi, furono esaminate dal RIS di Roma.

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