Chiusa Rsa abusiva in via Da Vinci: l’assessore alla Libertà urbana Maurizio Manzo ha firmato l’ordinanza che è stata eseguita ieri mattina dalla Polizia Municipale, coadiuvata dall’ufficio sociale del Comune.

La titolare, una donna di 57 anni, nel 2017 aveva presentato Scia di inizio attività di comunità di tipo familiare per l’accoglienza di persone maggiorenni autosufficienti, come associazione di volontariato e promozione sociale iscritta regolarmente al registro regionale. Tuttavia la residenza, in tutto e per tutto una civile abitazione, ospitava persone non autosufficienti bisognose di assistenza e cure particolari e soprattutto di personale specializzato.

Al momento del sopralluogo, eseguito il 14 giugno dalla Ausl e dai Nas di Livorno, erano presenti 8 ospiti, 6 dei quali non autosufficienti. Alcuni abitavano nella comunità da oltre un anno, seguendola nei vari spostamenti (ultimo sopralluogo ausl il 5 aprile scorso in via Battisti).

Di fatto una residenza sanitaria assistenziale abusiva, perché priva non solo delle autorizzazioni necessarie ma anche dei requisiti minimi igienico sanitari necessari, come specificato anche dal rapporto stilato dopo il sopralluogo dei tecnici della Ausl.

Niente servizi igienici adeguati, nessun portalettighe, nessuna palestra. Strumenti conservati in maniera non protetta, dalle bombole di ossigeno ai materassi. L’ultimo piano in fase di ristrutturazione con materiale accatastato, sporco e la conseguente possibile presenza di insetti e animali anche pericolosi. Mancavano poi il regolamento interno della struttura, il registro delle presenze, le cartelle personali degli ospiti, ad eccezione di qualche documento di accesso al pronto soccorso. Assente infine personale qualificato all’assistenza di persone non autosufficienti.

«L’ordinanza è stata eseguita seguendo le procedure di massima urgenza vista anche la delicatezza della situazione e la recidività della titolare – commenta l’assessore alla Libertà urbana Maurizio Manzo -. La polizia municipale, insieme all’ufficio sociale, ha presieduto allo sgombero dell’attività: il tutto è avvenuto nel più sereno dei modi a tutela delle persone ospitate che sono state tutte riprese in casa dai familiari tranne una che è stata sistemata alla Rsa Tabarracci».

«I sigilli apposti alle porte garantiranno la non effrazione dei luoghi – continua l’assessore – e nei prossimi giorni verrà revocata anche la Scia. Sono controlli importanti su strutture che lavorano con situazioni di marginalità e che, a maggior ragione, sono tenute al rispetto estremo delle regole. Tanto più quando, come in questo caso, sono coinvolte persone non autosufficienti».

«Temi duri da affrontare e nodi non sempre così facili da sciogliere – conclude Manzo – ma anche stavolta, grazie alla professionalità del personale intervenuto, tutto è andato per il meglio».

(Visitato 2.490 volte, 1 visite oggi)