Una coppia di svizzeri, nel dicembre 2018, aveva sottoscritto attraverso un’ agenzia immobiliare di Lucca, una proposta irrevocabile di acquisto, avente oggetto un’abitazione, versando un bonifico di euro 50.000,00 previsto a titolo di caparra.
Secondo gli accordi, il restante saldo di euro 250.000,00 doveva essere versato, prima della data del rogito fissata per maggio 2019. Pertanto l’agente immobiliare, inviava una email ai signori, indicando l’iban verso cui effettuare il bonifico dei 250.000,00 euro.
Successivamente a tale mail, però, la coppia svizzera riceveva un’altra email, apparentemente inviata dallo stesso agente immobiliare, nella quale si indicava, in sostituzione del conto precedente un ulteriore conto corrente sempre intestato al promittente venditore con un altro IBAN, su cui la coppia versava 250.000,00 euro.
A seguito delle lamentele del venditore che non aveva ricevuto il denaro, i signori si sono precipitati in Italia, riuscendo ad appurare il vero intestatario del conto corrente su cui avevano effettuati il bonifico.
A quel punto si sono rivolti alla Polizia di Stato, che ha subito provveduto ad effettuare il sequestro preventivo del denaro che era ancora sul conto del truffatore, il quale, attraverso la tecnica nota come “man in the middle”, si era intrufolato nello scambio di mail tra gli acquirenti e l’agente immobiliare, tramite hackeraggio della posta elettronica di quest’ultimo.
Una volta sequestrato il denaro, dopo pochi giorni la coppia ha ottenuto la restituzione dei 250.000 euro su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
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ultimo aggiornamento: 22-06-2019


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