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Senza guinzaglio e morsicatori: da gennaio a giugno 44 casi in Versilia

I dati ufficiali arrivano dalla Asl Veterinaria. Quanti sono i proprietari di 4 zampe aggressivi che scelgono un percorso di rieducazione da addestratori cinofili

Cani, e umani, morsi da quattro zampe lasciati liberi di gironzolare senza guinzaglio: dal 1 gennaio a oggi  i casi in Versilia sono stati 44 ( più due gatti ). Una media di 7 al mese, oltre 1 a settimana.

I dati, ufficiali, arrivano dal dottor Roberto Pieroni della Asl Veterinaria, al cui ufficio, per obbligo di legge, vengono inoltrate le denunce da parte delle cliniche private dove i padroni hanno portato a medicare il proprio peloso ferito. Ma non tengono conto dei casi non denunciati.

Unico dato confortante, nessun peloso morto in questo primo semestre dell’anno a causa di aggressioni ricevute, al contrario di periodi precedenti, come quando nel maggio del 2017 due dogo argentini sbranarono un piccolo maltese, uccidendolo, a Torre del Lago.

L’eventualità che i nostri cani si possano azzuffare non è remota ma il problema, serio, e purtroppo frequente, a Viareggio come su tutta la costa, è l’incontrare, quando si è a passeggio con il proprio quattro zampe, cani lasciati liberi, spesso con un caratterino niente male e pronti all’attacco del proprio simile, con conseguenze spesso anche gravi: lacerazioni, buchi, ferite, e necessarie terapie antibiotiche e controlli medici.

Cosa dice la legge in merito al guinzaglio? E’ obbligatorio, a prescidere dalla razza o dalla taglia, in ogni luogo pubblico, dalla via, al marciapiede ai parchi, e non deve superare la lunghezza di 1 metro e mezzo. “Il mio cane è buono, non fa niente”, questa la scusa accampata spesso dai proprietari, ignari che, invece, esiste un obbligo di legge a cui nessuno ha la facoltà di sottrarsi, a meno che il cane non venga liberato, per giocare, negli sgambatoi, recintati, che altro non sono che appositi spazi a lui dedicati. Se morde, un suo simile piuttosto che un umano, il padrone, ma anche il dog sitter, ne risponde sia penalmente che civilmente, per le lesioni e i danni provocati, anche se il cane morsicatore risulta fuggito  o smarrito. L’articolo 672 del codice penale (omessa custodia e malgoverno di animali) parla chiaro e prevede che “chiunque lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali  da lui posseduti, o ne affida la custodia a persona inesperta, 
è punito con la sanzione amministrativa da € 25 a 258 euro”. Se poi provoca lesioni si fa riferimento agli articoli 582 e 590 del codice penale.  L’articolo 2052 del codice civile spiega inoltre che il proprietario di un animale (o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso) è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito”

La museruola, invece, è obbligatoria solo sui mezzi di trasporto pubblico – treni o bus – ma occorre portarsela sempre appresso, da mettere al proprio amico a quattro zampe in caso di necessità o su richiesta delle forze dell’ordine.

Il cane morsicatore rischia qualcosa? Solo un periodo di osservazione, da parte della Asl, con gli arresti domiciliari per 10 giorni, l’iscrizione nel registro dei cani morsicatori, l’obbligo di indossare sempre guinzaglio e museruola e, se recidivo nei morsi, l’obbligo per i proprietari di portarlo da un valido addestratore cinofilo, o da un veterinario comportamentalista, per “correggere” la sua aggressività con un percorso riabilitativo, ma non viene abbattuto, a meno che non uccida un umano. Ma in quanti optano per questi percorsi? “Da gennaio a oggi sto seguendo 5 cani  aggressivi – spiega alla nostra redazione Luca Bartelloni, del centro cinofilo El Perro Loco di Pietrasanta. ” Da me ne sono venuti 4″, aggiunge Jessica Simonetti del centro Gas Dog di Torre del Lago. 8  sono invece stati affidati, per un recupero comportamentale, all’educatore Gabriele Galli, della frazione pucciniana: “Per fortuna molti arrivano da me prima di aver morso”.  10 da Cristina Baschieri, al Campo Ranch di Lido di Camaiore, che prevalentemente si occupa di lupi cecoslovacchi: “Purtroppo la gente non si rende mai conto di aver bisogno di una mano”

Il lavoro degli addestratori – educatori è lungo, i problemi di aggressività, infatti, non si risolvono con un paio di lezioni, e la collaborazione in campo del proprietario è fondamentale. Il Centro Veterinario di Capezzano Pianore, diretto dal dottor Paoli, medico comportamentalista, ne ha invece in “cura” una decina, così come la dottoressa Antoni, di Forte dei Marmi.

 

 

 

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Aggiornato il: 26-06-2019 10:00