29 giugno: il giorno del dolore. Viareggio non dimentica la strage. Una giornata di memoria, e di lutto. Sono passati ormai 10 lunghi anni da quella maledetta e tragica notte che ha sconvolto la città, quando alle 23.48 del 29 giugno del 2009 un convoglio merci deragliò non appena arrivato alla stazione e una cisterna carica di gpl si squarciò, sprigionando un’enorme nuvola di gas. Una palla di fuoco illuminò il cielo estivo di quella calda notte, e in pochi attimi, dopo il primo boato, fu l’inferno: fiamme ovunque nelle case di via Ponchielli e via Porta Pietrasantina, abitazioni distrutte, persone in fiamme che cercavano di fuggire per strada, corpi bruciati, sdraiati sui marciapiedi in attesa dei soccorsi. Viareggio piombò nell’apocalisse: 32 persone, tra cui molti bambini, persero la vita. Viareggini e stranieri, in un lutto senza confini. 10 anni di lotte sono passati da quella notte da incubo, surreale e indescrivibile, che tutti noi giornalisti abbiamo scritto con il pianto nel cuore, e questa sera, come ogni 29 giugno, un lungo corteo, e decine di striscioni, sfilerà per Viareggio, presenti anche i due ministri Bonafede e Toninelli, nel silenzio e nella commozione di un lutto impossibile da dimenticare.

29 giugno 2009 – 29 giugno 2019: a dieci dalla strage ferroviaria Viareggio non dimentica le 32 vittime: Iman (3 anni), Hamza (17) e Mohammed Ayad (51), Aziza Aboutalib (46), Nadia Bernacchi e Claudio Bonuccelli, 59 e 60 anni, Abdellatif e Nouredine Boumalhaf, 34 e 29 anni, Rosario Campo, 42 anni, Maria Luisa Carmazzi e Andrea Falorni, 49 e 50 anni, Alessandro Farnocchia, 45 anni , Antonio Farnocchia, 51 anni, Marina Galano, 45 anni, Ana Habic e Mario Pucci, 42 e 90 anni, Elena Iacopini (32), Federico Battistini (32 anni), Emanuela Milazzo (63) e Mauro Iacopini (60 anni), Magdalena Cruz Ruiz Oliva, 40 anni, Ilaria e Michela Mazzoni, 36 e 33 anni, Emanuela Menichetti, 21 anni, Stefania Maccioni (40 anni), Luca (5) e Lorenzo Piagentini (2), Angela Monelli, Rachid Moussafar, 25 anni, Sara Orsi e Roberta Calzoni, 24 e 54 anni, Elisabeth Silva, 36 anni.

A fine corteo, in via Ponchielli, 32 rintocchi di campana ricorderanno i morti.

Erano le 23.48 del 29 giugno 2009, una giornata afosa di inizio estate, quando una delle 14 cisterne cariche di gpl  del treno merci che aveva deragliato in stazione si squarciò sprigionando il gas e dopo fu l’inferno. Il cielo era rosso e denso di fumo. In pochi secondi a Viareggio fu l’apocalisse. Chi era in casa fu sopreso nel sonno dalle fiamme, qualcuno riuscì a fuggire, ustionato, sulla via Aurelia.  Mentre le case, devastate dal fuoco assassino, crollavano. 14 morirono subito, gli altri feriti dopo giorni e giorni di agonia nei reparti grandi ustionati di Cisanello a Pisa.
“Pronto, pronto, siamo a Viareggio, abbiamo deragliato, noi siamo scappati ma qua è scoppiato tutto. Trasportavamo gas liquefatto infiammabile. C’è la stazione in fiamme. Andavo a novanta all’ora, appena mi sono accorto di aver deragliato ho inchiodato e sono sceso al volo, sennò morti eravamo…”, la voce è quella del macchinista del treno deragliato.
La vicenda giudiziaria è nota: la sentenza di secondo grado è di pochi giorni fa, il 20 giugno: la corte di Appello di Firenze ha condannato a 7 anni Mauro Moretti, ex ad di Fs e di Rfi, condannati anche Michele Mario Elia (ex ad di Rfi) e Vincenzo Soprano (ex ad Trenitalia) a 6 anni, assolto invece Giulio Margarita (ex dirigente della direzione tecnica di Rfi e oggi dirigente di Ansf, l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria) che in primo grado era stato condannato a 6 anni e sei mesi. I giudici fiorentini hanno confermato le sanzioni, con parziale riduzione a 400.000 euro, per Gatx Rail Austria, Gatx Rail Germania e Jugenthal Waggon. Mentre la prescrizione ha riguardato i reati
di incendio colposo e lesioni personali colpose.

 

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