Movida sicura, alla Bussola il security manager: è Luigi Lazzini, ex comandante stazione Carabinieri di Querceta - Cronaca Pietrasanta Versiliatoday.it

Movida sicura, alla Bussola il security manager: è Luigi Lazzini, ex comandante stazione Carabinieri di Querceta

Massima attenzione alla prevenzione di fenomeni che prendono talvolta la forma di vere e proprie piaghe sociali a margine dell’industria del divertimento notturno.
La Bussola di Marina di Pietrasanta mette in campo nuove iniziative per sensibilizzare i giovani che frequentano la discoteca, ma anche per dare concreti segnali di prevenzione. Lo storico locale della Versilia annuncia di aver nominato security manager Luigi Lazzini.
Lo dichiara lo stesso patron della Bussola, Giuliano Angeli. “Come Bussola – spiega – siamo attenti a certi fenomeni che guardiamo con attenzione e a volte con apprensione e a tale proposito abbiamo deciso di affidare l’incarico di security manager a Luigi Lazzini, ex luogotenente dei Carabinieri a riposo. E’ un segnale di forte attenzione, di estrema trasparenza e soprattutto di vicinanza alle istituzioni con le quali vogliamo avere un confronto serio e costruttivo per il tramite di una persona che ha fatto parte dell’Arma dei Carabinieri per tutta la sua vita”. Lazzini, ex comandante della stazione di Querceta, cavaliere al merito della Repubblica, ha maturato una lunga carriera nell’Arma che lo ha portato a ricoprire numerosi incarichi in Liguria e Toscana, conseguendo peraltro numerosi master.
Sul tema della sicurezza e della prevenzione ci sono anche altre novità alla Bussola: la proprietà, che bene ricordare effettua continui monitoraggi all’esterno del locale anche sui decibel di rumore prodotti, ha deciso di aumentare del 30 per cento il numero degli operatori della sicurezza per tutta una serie di appuntamenti in calendario durante l’estate. Di più: a fine di ogni serata, verrà più volte annunciato ai presenti l’invito a utilizzare i dispositivi per l’alcool test presenti dentro la discoteca. “Ci troviamo in un contesto sociale – aggiunge Angeli – in cui sono venuti meno determinati valori di fondo e che genera nei giovani una sorta di smarrimento di fronte alle varie vicissitudini che la vita comporta. Talvolta non sanno più divertirsi ma cercano nello “sballo” l’illusoria ricerca di momenti di piacere. I gestori delle discoteche non possono fare altro che prendere atto di tutto questo e cercare, per quanto di loro competenza, di dare delle risposte in termini di maggiore attenzione al fenomeno della prevenzione sotto diversi profili (alcool, droghe, ecc.) ma certamente non gli si può chiedere di risolvere una piaga sociale che rientra nei compiti delle famiglie e delle istituzioni a vario livello”.

Aggiornato il: 11-07-2019 12:42