“Sconcertante, tra gli indagati c’è una donna morta”

L'avvocato Filippo Antonini commenta l'indagine bis sulla contestazione a Matteo Salvini: "Lo stesso giudice Gerardo Boragine aveva dichiarato estinto il reato dopo il decesso. Inoltre non si può processare per lo stesso fatto"

Contestazione a Matteo Salvini e indagine bis: oltre all’avvocato Fabrizio Bartolini, legale di uno degli indagati, scende in campo anche l’avvocato Filippo Antonini, contattato dai suoi clienti dopo la notifica dell’avviso di chiusura dell’inchiesta: “Tutti i giovani che contestarono Salvini sono stati assolti. Non si può processare per lo stesso fatto. Non è una questione di reati, li possiamo chiamare adunata sediziosa, come nel caso del processo finito con l’assoluzione piena, o, come in questo caso danneggiamenti e violenza privata, ma il fatto è lo stesso. Che vengano rubricati in altro modo, vale quanto disposto dall’articolo 649 del codice di procedura penale che dispone il divieto di un secondo giudizio. Questo è un accanimento. Al primo processo fu la stessa Procura, con il pm  Lucia Ruugani, a chiedere l’ assoluzione, alla sentenza non fu fatto appello, tanto che è diventata definitiva. Come mai questa nuova indagine, affidata questa volta ai Carabinieri, su quali nuove prove, visto che foto e video sono gli stessi della prima, acquisiti dalla Polizia?”

“Sconcertante, infine,   connclude l’avvocato Antonini – è il fatto che tra i 25 indagati il pm Antonio Mariotti abbia inserito una donna che è morta, e per la quale lo stesso giudice Gerardo Boragine, durante il processo, aveva dichiarato estinto il reato: questo fa capire come vengano svolte le indagini”.

 

Aggiornato il: 12-08-2019 15:26