Pantaleoni interrogato in carcere, 5 ore sotto torchio: "Ha ammesso la dipendenza dal gioco, ma ha respinto tutte le accuse" - Cronaca Viareggio, Top news Versiliatoday.it

Pantaleoni interrogato in carcere, 5 ore sotto torchio: “Ha ammesso la dipendenza dal gioco, ma ha respinto tutte le accuse”

Interrogatorio in carcere fiume, durato 5 ore, per Gianluca Pantaleoni, il poliziotto della Stradale di Lucca, aggregato alla sezione di Montecatini, ex comandante ad interim al distaccamento di Viareggio e segretario nazionale del sindacato di Polizia Uiil, arrestato la scorsa settimana dalla Squadra Mobile di Pistoia e accusato di una serie di reati, tra cui aver ricevuto soldi, 900mila euro in 3 anni, dalla malavita dando in cambio informazioni riguardanti le auto civetta dei colleghi della Questura e fingersi innamorato di una donna cieca per ottendere denaro. Assistito dal suo legale, l’avvocato Cristiano Baroni del Foro di Lucca, Pantaleoni ha risposto a tutte le domande del gip Luca Gaspari e del pm Leonardo De Gaudio. “Il mio assistito ha ammesso di essere malato di ludopatia, di aver passato un periodo in cui era alla disperata ricerca di soldi, anche per la recente separazione dalla moglie, e promesso di seguire un percorso sanitario per uscire da questa dipendenza – ha spiegato l’avvocato Baroni all’uscita dall’istituto penitenziario. Altra ammissione quella di aver ricevuto i soldi dalla donna ipovedente, ma di non aver mai abusato di lei, e di non averle mai detto di essere innamorato: “Era solo un’ amica – aggiunge il legale – e non la fidanzata o una amante”.  Il poliziotto ha poi negato di aver fatto la “talpa” fornendo informazioni sulle vetture per i servizi in borghese dei colleghi a imprenditori della valdinievole in odor di camorra, in cambio di soldi. Quanto all’assenza dal lavoro, secondo la difesa, i certificati medici erano veri, ma la patologia non era di quelle soggette a visita fiscale. La richiesta formulata è stata quella di attenuazione della misura cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Il gip si è riservato, la decisione sarà resa nota nei prossimi giorni.

Nel corso dell’indagine, durata un anno, i reati di cui è accusato l’ispettore della Polstrada, come già scritto, sono quelli di corruzione per asservimento della funzione, truffa aggravata, anche ai danni dello Stato, circonvenzione di incapace, traffico di influenze illecite, riciclaggio e autoriciclaggio.

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Aggiornato il: 09-12-2019 21:00