Gianluca Pantaleoni resta in carcere a Sollicciano. Respinta, questa mattina, anche la seconda istanza presentata prima di Natale dai suoi legali, avvocati Cristiano Baroni e Riccardo Carloni, per ottenere gli arresti domiciliari. Secondo il gip di Pistoia, dottor Luca Gaspari, permangono le esigenze cautelari: pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione dei reati di cui il vice ispettore della Polstrada in forza al comando di Lucca ma aggregato alla sezione di Montecatini Terme è accusato. Gianluca Pantaleoni,  ex comandante ad interim del distaccamento di Viereggio e segretario nazionale del sindacato Uil Polizia, fu arrestato dalla Squdra Mobile di Pistoia diretta dal dottor Antonio Fusco giovedi 5 dicembre, accusato di corruzione per asservimento della funzione, truffa aggravata, anche ai danni dello Stato, circonvenzione di incapace, traffico di influenze illecite, riciclaggio e autoriciclaggio. In Ad entrambi gli interrogatori, ultimo quello in carcere a Firenze con il pm titolare del fascicolo di indagine, dottor Leonardo De Gaudio, Pantaleoni – come spiegato dagli avvocati – aveva ammesso di essere malato di ludopatia, di aver passato un periodo in cui era alla disperata ricerca di soldi, anche per la recente separazione dalla moglie, e aveva promesso di seguire un percorso di cura per uscire da questa dipendenza. Nell’ammettere di aver ricevuto soldi sia da imprenditori della Valdinievole, ignaro che fossero malavitosi, e respingendo le accuse mosse dalla Procura di aver fatto da “talpa” fornendo loro informazioni relative alle auto civetta della Questura di Pistoia, aveva anche ammesso di aver ricevuto denaro dalla donna ipovedente, ma di non aver mai abusato di lei, e di non averle mai detto di essere innamorato. La misura cautelare, che era stata disposta sulla base dei gravi indizi raccolti dagli investigatori della Squadra Mobile di Pistoia, ad esito di un’attività investigativa durata circa un anno, con una mole imponente di prove fatte di intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre a un gps installato sull’auto del poliziotto, resta quindi in essere. Al vaglio dei legali la possibilità di appellare l’ordinanza odierna per cui Pantaleoni resta in cella.

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