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Poliziotto in carcere, la Procura chiude le indagini sul “caso” Gianluca Pantaleoni

I legali: "In settimana prossima acquisiremo copia del fascicolo, poi parleremo con il nostro assistito per decidere la linea difensiva

Avviso di conclusione di indagine notificato oggi, in base all’articolo 415 bis del codice di procedura penale, per Gianluca Pantaleoni, l’ispettore della Polstrada di Lucca, aggregato alla sezione di Montecatini Terme, ed ex comandante ad interim al distaccamento di Viareggio, arrestato il 5 dicembre scorso dalla Squadra Mobile di Pistoia, diretta dal dottor Antonio Fusco, e ancora in carcere a Sollicciano, in esecuzione dell’ ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Pistoia dottor Luca Gaspari su richiesta del Procuratore della Repubblica di Pistoia dottor Giuseppe Grieco e del Sostituto Procuratore dottor Leonardo De Gaudio, dopo che per ben due volte è stata respinta la richiesta di domiciliari per pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione dei reati. I capi di accusa rubricati in ordinanza di custodia cautelare in carcere sono stati tutti confermati. E la Procura ha aggiunto il reato di peculato. L’atto di fine indagine è stato notificato ai due nuovi legali, avvocati Massimiliano Palena e Antonio Olmi del Foro di Firenze, che Pantaleoni ha nominato dopo aver revocato il mandato agli avvocati Cristiano Baroni e Riccardo Carloni del Foro di Lucca.  “La settimana prossima chiederò copia del fascicolo – spiega l’avvocato Palena, che al momento ha in mano solo l’ordinanza di custodia cautelare con gli stralci di intercettazioni telefoniche e ambientali-, e non appena presa visione dello stesso, e studiato tutti gli atti, decideremo la linea difensiva col collega Olmi e il cliente” Il poliziotto, e gli altri indagati – a piede libero –  dell’inchiesta pistoiese, hanno ora 20 giorni di tempo per presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, presentarsi dal pm per rendere dichiarazioni spontanee, ovvero chiedere di essere sottoposti ad interrogatorio.
L’indagine della Mobile pistoiese, coordinata dalla Procura, che è durata circa un anno, ha portato all’accusa, per Pantaleoni, dei reati di corruzione per asservimento della funzione, truffa aggravata, anche ai danni dello Stato, traffico di influenze illecite, riciclaggio e autoriciclaggio  Tra i reati contestati all’ispettore della Polstrada Gianluca Pantaleoni, poi, c’è anche il reato di circonvenzione di incapace. Oltre al giro di soldi, circa 900 mila euro in soli tre anni, che Pantaleoni avrebbe ottenuto da imprenditori della Valdinievole e della lucchesia –  alcuni legati alla malavita,e  indagati a piede libero -,  in cambio di soldi, fornendo loro targhe, modelli e colori delle auto civetta della Questura di Pistoia, usate dai colleghi per i servizi in borghese, ci sarebbe anche l’aver sedotto la donna cieca e l’anziano padre. L’ispettore, facendole credere di essere innamorato, in tre anni, dal novembre 2016 al luglio del 2019, sempre secondo l’accusa, avrebbe ricevuto bonifici per circa 180mila euro, oltre a contanti, assegni e soldi presi utilizzando le sue carte di credito. Una “manipolazione”, si legge sempre nelle carte giudiziarie. “C’avevo da levargli i soldi”, la frase estrapolata da una intercettazione telefonica con un amico. Un bisogno continuo di denaro – secondo la Procura – dovuto al suo “vizio”: il gioco d’azzardo.  Aveva sempre bisogno di soli, L’indagine è nata da una segnalazione su strani giri di soldi sui conti correnti di Gianluca Pantaleoni. Gli inquirenti lo hanno pedinato, seguito in ogni suo spostamento ( anche grazie al gps installato sulla sua vettura ). Prima di arrestarlo, i colleghi perquisirono la casa dell’ispettore, trovandogli munizioni che Pantaleoni non avrebbe potuto detenere e un paio di palette della Stradale, una falsa e l’altra vera ma con la matricola abrasa.
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Aggiornato il: 29-02-2020 16:00