Coronavirus e odontoiatria, i dentisti di Viareggio: "Il nostro lavoro è il più a rischio e siamo senza protezioni" - Cronaca Viareggio, Salute, Top news Versiliatoday.it

Coronavirus e odontoiatria, i dentisti di Viareggio: “Il nostro lavoro è il più a rischio e siamo senza protezioni”

Il problema del COVID-19 in odontoiatria.
L’appello – che pubblichiamo integralmente – arriva da alcuni dentisti di Viareggio: i dottori Fausto Sommovigo, Fabrizio Nanni, Gabriele Gori, Filippo Dini, Giampaolo Conforti, Linda Fulceri, Riccardo Rombi, Roberta Plahuta, Andrea Fabianelli, Erika Cioni, Alberto Giovannoni, Carlo Checchi:
“Siamo un gruppo di colleghi preoccupati per l’andamento dell’epidemia e per le carenze riscontrate nelle risposte. Nonostante che la nostra professione comporti dei rischi specifici noi siamo disponibili per le urgenze. In base a studi scientifici il lavoro che eseguiamo è il più a rischio, sia per la vicinanza al paziente, lavoriamo a venti/ trenta cm dalla bocca, sia per gli strumenti che utilizziamo, in grado di generare aerosol potenzialmente pericoloso. Il problema riguarda la diffusione delle catene di contagio, la mancanza di adeguati dispositivi di protezione individuale per le assistenti ed i dentisti, il fatto che non sia stata decretata la chiusura degli studi e quindi le scelte siano state lasciate alla coscienza del singolo operatore che a volte per superficialità o per mala fede ne ha approfittato . A Wuhan l’attività degli ambulatori odontoiatrici durante l’epidemia è stata fortemente ridotta. L’unico atteggiamento ragionevole in questo momento di criticità sarebbe chiudere gli studi per decreto e far eseguire i trattamenti a volontari istruiti sull’uso degli adeguati dispositivi di protezione individuale in ambienti selezionati. Purtroppo in ambito odontoiatrico secondo alcune fonti sono state anteposte le motivazioni economiche o le difficoltà organizzative. Ci chiediamo: ha senso impedire l’attività fisica all’aperto e lasciare attive questo tipo di situazioni potenzialmente pericolose? In mancanza di una risposta istituzionale tutta i colleghi sono disponibili a prestare la loro opera laddove siano presenti problematiche urgenti. In tutti gli altri casi i pazienti DEVONO RESTARE A CASA. Negli articoli scientifici allegati è possibile trovare le basi razionali e scientifiche di quello che affermiamo”.
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Aggiornato il: 24-03-2020 9:25