“Non si devono abbandonare i bambini e i ragazzi. Non è possibile la ripartenza delle attività produttive e in generale del lavoro senza una soluzione al problema dei bambini e dei ragazzi, della loro educazione e del loro affidamento, almeno per l’età che va dall’asilo nido fino a tutta la scuola media inferiore”.
Lo scrive il governatore della Toscana Enrico Rossi:
“Non bastano certo provvedimenti come il bonus o il congedo parentale. Nè si può pensare di lasciare i figli soli in casa o portarli dai nonni.
Il problema riguarda più di dieci milioni di cittadini e deve essere affrontato.
Può essere l’occasione per un rilancio straordinario dei servizi scolastici e dell’educazione che in questi anni, al pari della sanità, hanno subito tagli drammatici di personale e di investimenti.
La didattica a distanza, che gli insegnanti si sono con intelligenza e impegno inventati per non far perdere l’anno ai nostri ragazzi, non basta perché la scuola, come sostiene un bellissimo appello firmato da educatori della Toscana, non può fare a meno delle aule e del rapporto personale.
La ripresa in sicurezza può e deve essere realizzata.
Io penso che bisognerà insegnare in classi di piccoli numeri, rispettare la distanza, articolare l’attività su più turni e alternare lo studio con lo sport individuale, con il gioco, con altre attività culturali.
Non basteranno le aule disponibili e bisognerà utilizzare tutte le strutture pubbliche, le palestre, i centri culturali e sociali, gli spazi di ritrovo di cui è ricco il nostro Paese.
Non basteranno neanche gli attuali insegnanti per fare fronte a questo sforzo a favore dell’infanzia e dei ragazzi.
Io credo che, sul modello di quanto è avvenuto in sanità, potrebbero essere assunti tanti giovani che sono in formazione o in attesa di impiego per diventare insegnanti ed educatori.
Inoltre potrebbe essere mobilitato il mondo della cultura e dell’associazione sportiva.
Anche per i nidi si devono trovare soluzioni in sicurezza, ad esempio sviluppando i micronidi nei condomini e nei quartieri.
Si tratta solo di alcuni spunti e di contributi alla discussione. Se ci si rivolgerà agli educatori non sarà difficile trovare idee e proposte per predisporre un grande piano per l’infanzia e per i ragazzi.
Siamo già in ritardo. Il governo non può lasciar passare il tempo per potersi così disimpegnarsi.
Abbiamo davanti a noi un lungo periodo, da maggio a settembre, durante il quale devono essere date risposte  adeguate e di qualità.
Si potranno utilizzare i fondi europei e si dovrà impiegare nuove risorse: si potrà non solo lanciare un grande progetto di educazione ma trovare una buona occupazione per tanti giovani pieni di energia, entusiasmo e capacità.
Il governo faccia le linee nazionali, metta i finanziamenti, coinvolga le Regioni e i Comuni, si affidi agli insegnanti e agli educatori per elaborare i piani e le iniziative concrete”.
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ultimo aggiornamento: 28-04-2020


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