Viareggio riparte, approvato il progetto per il "piazzone" - Cronaca Viareggio Versiliatoday.it

Viareggio riparte, approvato il progetto per il “piazzone”

Riduzione dei consumi, riciclo, nuove piste ciclabili, ma anche una piazza, lo spazio giochi e soprattutto la ristrutturazione dei loggiati con una profonda redistribuzione degli spazi e la valorizzazione dei loggiati e delle terrazze. Questo prevede il progetto approvato questa mattina dal Consiglio comunale per un mercato tutto nuovo che sarà sostenibile, accessibile e bello.
 
L’atto è stato approvato con 15 voti favorevoli, 3 contrari e 5 non partecipanti al voto. Hanno votato a favore la maggioranza Del Ghingaro al completo, oltre a Rodolfo Salemi (Gruppo Misto). Contrari Luca Poletti (Pd), Pasquinucci (Gruppo misto) e Trinchese (Gruppo misto). Batistini (Gruppo misto), Baldini, Pacchini, Santini (Lega) e Pacilio (M5S) non hanno partecipato al voto.
Assenti Strambi (Pd) e De Stefano (Gruppo misto).
 
Il mercato di piazza Cavour comprende una superficie coperta totale di 4.710 metri quadrati: 2.390 per la loggia principale, 710 loggia lato monte, 710 loggia lato mare, 375 loggia ex pescherie, 525 per i chioschi. Una superficie di vendita totale di 2.327 metri quadrati.
 
Il mercato, cuore e storia della città di Viareggio, tornerà ad essere un posto ricco di bellezza. Attrazione di turisti ma anche luogo dove i cittadini si ritrovano. Dall’arredo urbano, alla pavimentazione, al verde che sarà interamente ripristinato, al tema dell’acqua, centrale a Viareggio e che sarà protagonista con la realizzazione di due fontane rettangolari di 25 metri quadrati ciascuna.
 
Nel dettaglio il progetto prevede prima di tutto la definizione di una nuova piazza, pensata in posizione centrale raccolta tra i colonnati delle logge e l’attuale pescheria. Una zona che possa ospitare eventi e manifestazioni su una superficie di circa 1000 metri quadrati.
 
Poi i loggiati storici: per tutti i padiglioni è previsto un profondo intervento che riguarderà finiture, impiantistica e ripristino strutturale dove necessario, il recupero della parte muraria e di tutta la parte decorativa. Saranno rimossi e sostituiti infissi, tendaggi, soglie, pavimentazioni. Verranno rifatte tutte le coperture comprensive anche di impermeabilizzazione.
 
La loggia principale
L’elemento di maggiore innovazione è costituito dalla parziale chiusura del loggiato perimetrale con vetrate per ampliare gli spazi vivibili e protetti. Il progetto prevede anche una diversa distribuzione interna con la creazione nella parte centrale di una zona consumazione attrezzata con tavoli e sedute.
In totale sono previsti 26 fondi di cui 13 nell’area food di metratura compresa tra i 25 e i 60 metri quadrati. Al piano superiore si prevede il recupero degli ambienti sia lato via Battisti che via Fratti, ad uso uffici e locali di servizio.
Le due torrette saranno valorizzate con impianto di illuminazione ad hoc.
Per le terrazze, circa 1000 metri quadrati, è previsto l’uso parziale aperto al pubblico dedicato al relax, con accesso con scale e ascensori.
 
Loggia lato monti
Interventi di ripristino e redistribuzione degli spazi: i fondi diventano 7 con superfici previste tra i 35 e i 65 metri quadrati.
 
Loggia lato mare
Oltre al ripristino murario, si prevede una nuova configurazione interna con 4 fondi di metratura compresa tra i 60 e i 150 metri quadrati.
 
Padiglione ex pescheria
Oggetto di restyling che non ne stravolge le caratteristiche. Internamente si prevedono fondi da 25 e 40 metri quadrati.
 
Chioschi
Rimosse le attuali strutture saranno collocati 29 nuovi chioschi lungo via Fratti e via Battisti. Saranno realizzati con finiture di pregio, colori e accessori consoni al contesto. Sono due le metrature previste: 20 chioschi da 15 metri quadrati e 9 da 25 metri quadrati. Possono essere singoli o affiancati in modo da ottenere soluzioni modulari.
 
Lo spazio giochi
Il rinnovato piazzone avrà un luogo destinato ai bambini, sicuro e protetto. Un parco giochi di 300 metri quadrati, inclusivo, ombreggiato e con pavimentazione morbida e colorata. La zona sarà quella prospicente la via San Martino in modo da integrare e valorizzare ulteriormente la giostra storica presente.
 
Aree di sosta: ex Gasometro
Riqualificazione ed eventuale potenziamento del parcheggio che attualmente conta 150 posti auto e si presente come un grande piazzale privo di elementi di arredo. Saranno realizzate oltre alle asfaltature, i parcometri, l’impianto di controllo, posti auto dedicati per le categorie protette e un sistema di videosorveglianza.
 
Principi ispiratori del progetto: sostenibilità e accessibilità
Uno dei principi ispiratori del progetto è la riduzione dei consumi energetici e il recupero delle materie prime, senza dimenticare la corretta gestione del ciclo dei rifiuti improntata alla strategia rifiuti zero. Tutte le strutture saranno isolate energeticamente, è previsto il recupero e riutilizzo dell’acqua piovana sia per l’irrigazione delle fioriere che per i giochi d’acqua delle fontane. Verrà infine valorizzato il sistema di raccolta dei rifiuti differenziati, implementato anche con videosorveglianza.
 
E poi l’accessibilità: il tema dell’accessibilità agli spazi del nuovo mercato è infatti centrale e riguarda una serie di categorie più deboli come anziani, persone con disabilità motoria e visiva, mamme con bebè. Quindi parcheggi dedicati, fermate per disabili ed eliminazione completa delle barriere architettoniche sia negli spazi interni che esterni così come per i servizi igienici. Viene incentivata la mobilità dolce, con la valorizzazione del collegamento pedonale e ciclabile per la via Verdi e la via San Martino, e quella collettiva, con il potenziamento delle fermate dei pullman. Verranno inoltre previsti punti di ricarica gratuita per la bici e scooter elettrici.
“Nessuno ha messo in discussione l’esigenza di riqualificare il Piazzone. Ma è impensabile che tutto venga lasciato alle mani di un privato: dalla scelta delle merceologie alla tipologia delle strutture, fino addirittura agli orari di apertura. Chiediamo nuovamente all’amministrazione comunale di svolgere un ruolo di garante e soprattutto di prevedere una concertazione reale con le associazioni di categoria”. Esmeralda Giampaoli, presidente Confesercenti Versilia, interviene dopo l’approvazione in consiglio comunale del progetto di riqualificazione del Piazzone. “Crediamo che il progetto debba essere discusso con le associazioni di categoria – dice la presidente – soprattutto per gli aspetti che riguardano gli operatori. E proprio per tutelare le piccole imprese che in questi anni hanno resistito con i denti, ed in questi momenti di emergenza Covid 19 non hanno nemmeno la certezza del presente, chiediamo all’amministrazione comunale di attivare tutti i percorsi in suo possesso affinchè il privato non diventi il padre padrone del Piazzone”. Secondo la presidente Confesercenti Versilia “un conto è il progetto che giustamente deve essere presentato per attivare il bando, altro i paletti che il privato sembra voler mettere. A cominciare dagli orari di apertura. Vogliamo che l’amministrazione comunale faccia presente che il Piazzone deve essere popolato da attività di vicinato e che come tali non possono certo sostenere gli orari ipotizzati: dal lunedì al venerdì 8-19, sabato, domenica e festivi dalle 9 alle 20, in estate fino alle 24. Non vorremmo pensare male, ma sembrano orari tagliati su misura per strutture che possono permettersi dipendenti da far girare su più turni. Un modo quindi per aprire indirettamente a catene travestite da negozi di vicinato”. La conclusione di Esmeralda Giampaoli: “Nessuno pensi che Confesercenti sia contro la riqualificazione e sia quindi contenta dell’attuale condizione dell’area. Ma questo non vuol dire firmare un contratto in bianco ad un privato senza avere possibilità di discutere. E per questo che ci affidiamo all’amministrazione comunale per un ruolo di garante, magari inserendo clausole stringenti nel bando di affidamento. Noi sicuramente non ci opporremo alla rinascita del Piazzone, ma nell’interesse prima di tutto di chi ci ha sempre lavorato e della città. Interesse che deve coincidere con quello del privato”.

 Il Partito Democratico di Viareggio boccia la proposta per il mercato di piazza Cavour. “Un provvedimento di fine legislatura. Sette milioni di euro per quarant’anni: una cifra che non convince. Il ‘piazzone’ di Mario Tobino va restaurato con denaro pubblico e mantenuto sotto il controllo dell’amministrazione comunale”. Luca Poletti, capogruppo in Consiglio comunale vota contro: “Una delibera che manca di pareri tecnici essenziali e che di fatto dovrà ritornare in consiglio comunale che di fatto lascia totale potere decisionale al gestore su tipologie commerciali, tipo di eventi e relativo pagamento dei costi senza nessuna possibilità di condivisione. Oltre tutto, per una decisione così importante servirebbe un ampio coinvolgimento dei cittadini, un vero processo partecipativo”. L’assemblea dell’Unione comunale del Partito Democratico di Viareggio, convocata in modalità video a distanza e molto partecipata, ha affrontato il tema del progetto di ristrutturazione di piazza Cavour, che stamani è stato proposto da alcune delibere in Consiglio comunale e all’unanimità, lo ha respinto all’unanimità con una serie articolata di motivazioni, sintetizzate nel documento che segue. “Cedere un bene cittadino per 40 anni a un privato è come strapparlo via, elidere drasticamente un rapporto che è molto di più di un bene suscettibile di valutazione economica. Nel 2013 e poi ancora nel 2015, eravamo convinti che quel luogo del cuore avesse bisogno di tornare a pulsare nel centro città: l’idea che avevamo era quella di uno sviluppo ed un restauro in cui si rendesse omaggio alle curve liberty del Belluomini, alle passeggiate di Mario Tobino, coniugate con un restauro moderno, in chiave europea, in cui lo sviluppo dell’architettura si coniugasse con il passato, con la sua arte, con la sua storia. Non era utopia: il denaro, per dar vita ai sogni, si trova (pensate a come Lucca ha finanziato il complesso di San Francesco o le mura stesse). Pensare di consegnare un luogo del cuore ad un imprenditore con un provvedimento di fine legislatura che presenta numerose carenze tecniche e legali, appare oggi come voler levarsi di dosso un ‘pensiero’ o magari staccare il ticket per la campagna elettorale. Il mercato restaurato coi soldi pubblici non è un’utopia, basta volerlo, basta rimboccarsi le maniche: far risorgere il nostro luogo del cuore per regalarlo ai viareggini del futuro. Purtroppo, invece, dal 2015 il disegno è stato diverso: nel novembre 2016, appena rientrata dopo la sentenza del Consiglio di Stato, la Giunta decise di annullare la delibera del Commissario Prefettizio, Stelo, che prevedeva un bando per riassegnare i fondi sfitti del mercato di P.zza Cavour. Infatti l’idea di questa Amministrazione è sempre stata quella di affidare il progetto di riqualificazione del Mercato ad un unico soggetto privato, escludendo in tal senso qualsiasi altra ipotesi. Piano piano quel luogo del cuore è diventato un “non luogo”. Impossibile non vedere come, negli ultimi cinque anni, anche la flebile fiammella rimasta accesa nel quadrato di piazza Cavour sia stata spenta, come se il desiderio recondito dell’Amministrazione fosse quello di vedere sempre meno operatori attivi. Quindi arriviamo all’oggi con la proposta di dare ad un imprenditore privato tutto il mercato cittadino, per 40 anni, alla modica cifra di 7 milioni di euro e, come se non bastasse rilanciamo pure con il parcheggio dell’ex gasometro (che diventerà privato, 24 ore su 24) ed un cadeau di un milione di euro pubblici Sette milioni di euro per quaranta anni equivalgono a circa 14.600 euro al mese: possibile che un comune, uscito dal dissesto (uscita sbandierata a più riprese), in buoni rapporti con Fondazioni bancarie e Regione, non potesse trovare ed investire questa somma esigua per restaurare il suo cuore pulsante e donarlo ai viareggini? E’ possibile che si sia optato per mantenere pubblico il porto e non si intenda lottare per ridare a Viareggio il suo luogo del cuore? Cosa ci guadagna la città di Viareggio? A leggere le parole del ragioniere capo si tratta di un’opera anti economica per i contribuenti che perdono un bene per 40 anni e non introitano assolutamente niente (se non l’Imu) che compensi l’immane perdita.

Dopo 5 anni senza una programmazione di opere pubbliche, senza un intervento di riqualificazione, senza nemmeno un accenno di condivisione con la città, senza un progetto organico che riqualifichi tutto il sistema dei mercati era proprio necessario questo rocambolesco giro di giostra? Suona strano come, a scadenza elettorale si torni, improvvisamente a parlare di mercato, di stadio, di terrazza della Repubblica e di opere che, se si voleva, dovevano aver trovato una soluzione in cinque anni di governo della città. Ci stupisce altresì che consiglieri comunali, figli della nostra città, siano pronti a votare atti proposti da chi, fra qualche tempo, sarà a Viareggio solo di passaggio. E’ per questo motivo che l’assemblea del Partito Democratico, esprime, all’unanimità degli aventi diritto, il suo voto negativo alle proposte dell’amministrazione Del Ghingaro riguardanti il mercato di piazza Cavour ed invita tutta la cittadinanza, nelle sue forme ed articolazioni, a manifestare il proprio dissenso”. Stamani in Consiglio comunale il capogruppo del Pd, Luca Poletti, è intervenuto ugualmente per motivare il suo voto contrario al progetto, riprendendo molte tra le motivazioni espresse dall’assemblea del Pd e con alcune precisazioni ancora più tecniche: ecco una sintesi del suo intevento. “Siamo contrari ad affidare per 40 anni il Mercato, cuore e simbolo della città, ad un soggetto privato che potrà di fatto, come indicato nei documenti, decidere ogni indirizzo sull’area compreso la gestione degli spazi pubblici e degli eventi, determinando un fattore commerciale isolato dal contesto cittadino. Dunque Viareggio non avrebbe più un’area mercatale pubblica. Il parere del segretario sulla procedura non sostituisce quello tecnico sull’operazione della congruità finanziaria. Non c’è un parere che dimostri la convenienza per il comune da parte del ragioniere capo, che anzi scrive una mail dove dice di non comprendere gli elementi di convenienza per l’ente. Non c’è un parere di congruità delle stime di costo di capitolato del dirigente dell’ufficio tecnico che si limita a prendere atto dei documenti. Neppure la società di asseverazione, incaricata dal proponente, dice di aver comparato e verificato i dati e dunque rimanda ogni responsabilità della veridicità degli stessi alla società proponente. La suddetta delibera manca del parere dei revisori necessario perché a investire soldi di bilancio in una procedura: questo parere arriverà a delibera approvata. Quindi di fatto questa delibera rimanda la decisione e dunque il tutto dovrà tornare in consiglio comunale. In commissione è emersa la volontà diffusa di tutelare chi oggi lavora al mercato e che ha resistito a tutte le difficoltà. Queste attività sono da premiare ma di certo l’impostazione del regolamento proposto non le aiuta. I dati parlano di un milione di affitti in media su circa 2300mq di superficie totale commerciale e quindi vi sarà inevitabilmente un aumento dei costi, anche se sono previsti incentivi che non incideranno più di tanto. Sul piano del regolamento, la delibera affida di fatto totale potere decisionale al gestore (insindacabili giudizi) su tipologie commerciali, tipo di eventi e relativo pagamento dei costi senza nessuna possibilità di condivisione, orari, addirittura obblighi di gestione delle vetrine. Orari impegnativi che non vogliono dire che uno non vuol lavorare ma che inevitabilmente aumenteranno i costi di gestione. Non si prevedono indennizzi di sorta. Essendo a scadenza di mandato dobbiamo anche valutare l’opportunità di decisioni che possono incidere su future legislature. Addirittura qui si propone 40 anni, ovvero otto legislature. Abbiamo già Sea Risorse e Mover come esperienze di affidamenti troppo lunghi che poi è difficile gestire perché in tempi troppo lunghi. Anche se, visti gli atti, questo progetto non partirà e dunque sarà solo oggetto di competizione e propaganda elettorale. Per questo noi rilanciamo l’idea che sia il pubblico ad investire, a progettare a creare sinergie, con propri fondi, con accordi con gli affittuari e altri finanziamenti per esempio da Fondazioni. Una strada che l’attuale amministrazione ha sempre escluso, andando alla ricerca appunto dell’unico investitore (prima Pirani ora Tognetti). Noi siamo per un eventuale partenariato, magari solo gestionale, che mantenga però il controllo pubblico su attività, eventi e gestione degli spazi anche in funzione della calmierazione del mercato, ma soprattutto per generare positività e ritorno sul contesto commerciale generale. La riqualificazione del mercato deve essere funzionale a tutto il sistema commerciale del centro cittadino e non una cosa a se. Oltre tutto riteniamo che per una decisione così importante servirebbe un ampio coinvolgimento dei cittadini, un vero processo partecipativo con votazioni ecc,. che è stato organizzato per lavori di minore impatto rispetto a quello che rappresenta il mercato per Viareggio. Per quanto riguarda la delibera sul parcheggio dell’ex-gasometro: Mover ha esclusiva dei parcheggi e si troverebbe un’area a parcheggio peraltro con prezzi inferiori. Prima di decidere dovremmo avere anche una conferma del cda Mover e in particolare dei sindaci revisori, per avere certezza che questa operazione non crea problemi alla Società partecipata in termini di perdita finanziaria e di patrimonio. Oltre tutto i residenti, che usano il parcheggio attualmente, con la proposta contenuta nel project non lo potrebbero più fare”.
Nel corso della discussione svoltasi oggi in Consiglio Comunale e riguardante le delibere collegate al rifacimento del mercato di Piazza Cavour, la Lega ha fatto presente di condividere la necessità di intervenire quanto prima per mettere mano alla drammatica situazione in cui versa il “Piazzone” ed ha altresì fatto presente di non ritenere l’intervento dei privati un limite al concepimento del futuro mercato di Viareggio, non avendo alcun pregiudizio ideologico di tale sorta, tantomeno in un momento come quello odierno dove l’investimento del privato è tutto fuori che scontato o facile a rinvenirsi. Anzi, proprio le esperienze dei mercati presenti non solo in Toscana ed in Italia, ma in tutto il mondo, non possono che offrire uno spunto di indirizzo concreto e positivo in ottica di rilancio commerciale e turistico al quale anche noi guardiamo come punto di riferimento. Tuttavia, alla luce della carenza del parere dei Revisori dei Conti che riteniamo necessario nonchè imprescindibile ed altresì tenuto conto dei seri dubbi espressi dallo stesso Ragioniere Capo, anche in merito alla sussistenza dell’interesse pubblico che non possiamo certo rischiare venga meno e quindi della necessità che lo stesso piano finanziario sia, in quest’ottica, approvato, abbiamo prima chiesto (e votato) che le delibere fossero rinviate al momento in cui gli atti del Collegio Contabile fossero acquisiti e, preso atto della solita e consueta indisponibilità sorda e cieca dell’Amministrazione Del Ghingaro, siamo stati costretti a non partecipare al voto. Così interviene il Gruppo Consiliare della Lega per voce di Massimiliano Baldini, Maria Domenica Pacchini ed Alessandro Santini. Purtroppo l’Amministrazione Del Ghingaro, consapevole dei gravissimi ritardi in cui versa sull’intero programma elettorale presentato 5 anni fa – il mercato, al di là delle chiacchiere dei soliti rendering, e’ sempre ridotto come tutti possono vedere, lo stadio è chiuso, la piscina è chiusa, il Teatro Politeama è chiuso, il disavanzo delle casse comunali conta ancora più di 11 milioni di euro e le stesse partite del dissesto non sono ancora chiuse come testimonia il mancato accordo fra OSL e Viareggio Patrimonio – in modo raffazzonato, addirittura senza i pareri dei Revisori Contabili, cerca di far approvare, da un Consiglio Comunale ormai in prorogatio, qualsiasi pezzo di carta che possa buttar “fumo negli occhi” dell’imminente campagna elettorale. E’ clamoroso – continuano i Consiglieri della Lega – che questa Amministrazione, ormai scaduta, si sia riempita la bocca con il termine processo partecipativo ma che su di un tema così importante come il mercato di Piazza Cavour non solo “arrivi fuori tempo massimo” ma butti lì una carta di corsa, indisponibile ad attendere il necessario e fondamentale parere dei Revisori dei Conti, per non parlare di un vero e proprio confronto in città, come al solito assente. E’ evidente infatti, malgrado la Lega, ascoltate le categorie economiche e gli operatori del settore, si sia dichiarata disponibile a valutare positivamente il progetto in un’ottica di recupero di un’area fra le più degradate della città, non per questo – concludono Baldini, Pacchini e Santini – sarebbe stato ragionevole prendere a cuor leggero delibere carenti delle verifiche del Collegio dei Revisori contenenti, fra l’altro, una concessione quarantennale il cui stesso piano finanziario non sia stato certificato analiticamente dagli organi competenti.
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Aggiornato il: 04-05-2020 14:55