Europa Verde presenta le proprie proposte per la città di Viareggio - Politica Viareggio Versiliatoday.it

Europa Verde presenta le proprie proposte per la città di Viareggio

Europa Verde, presente con una propria lista per le Elezioni Regionali, presenta ai cittadini e alle altre forze politiche le proprie proposte per la città di Viareggio.
“Ci confronteremo con chi è interessato per valutare la possibilità di presentare una nostra lista alle elezioni del Consiglio Comunale di Viareggio.
Vogliamo partire dalle nostre proposte, pronti ad integrarle con tutte quelle altre che vanno nella direzione di favorire una riconversione ecologica dell’economia e della città di Viareggio.

PUNTI CENTRALI DEL PROGRAMMA DI EUROPA VERDE PER LE ELEZIONI COMUNALI DI VIAREGGIO

ECONOMIA CIRCOLARE: ALCUNE PROPOSTE CONCRETE PER VIAREGGIO.

1) DALLE ACQUE UNA NUOVA AGRICOLTURA: NO AI VECCHI IMPIANTI DI DEPURAZIONE SI AL RIUTILIZZO DELLE ACQUE DEPURATE

A Viareggio esiste una sezione del depuratore comunale realizzata nel 2002, finanziata dal Ministero dell’Ambiente, che applica un innovativo processo biologico ( cicli alternati e membrane di ultrafiltrazione) in grado di produrre ogni anno 2 milioni di metri cubi di acqua riutilizzabile per usi agricoli e industriali. Oggi quest’acqua viene miscelata ad un’acqua poco depurata dall’altra vecchia sezione del depuratore e scaricata in mare.
GAIA, la società che gestisce anche il depuratore, ha proposto di realizzare il nuovo depuratore utilizzando tecnologie obsolete, senza rispettare la necessità di recuperare le acque depurate.
Eppure intorno al depuratore esistono tantissime aziende florovivaistiche che potrebbero invece utilizzarla.
Il florovivaismo, dopo la cantieristica e il turismo, è la terza attività economica di Viareggio.
Purtroppo sono sempre più numerose le aziende che chiudono sia per la crisi del comparto ( ed in particolare del mercato dei fiori recisi) sia per i crescenti costi energetici. Inoltre molti vivai sono costretti ad emungere da pozzi acqua che diventa sempre più salata, con inevitabili danni alle colture.
Oggi una concreta possibilità di sviluppo per questo settore potrebbe essere costituita dalla coltivazione della canapa sativa.
La recente liberalizzazione , le possibili applicazioni in settori strategici ( dalla medicina all’edilizia) stanno rendendo la coltivazione della canapa sativa economicamente conveniente ed ambientalmente valida.
Si tratta ovviamente di supportare questa attività con una filiera in grado di valorizzare i prodotti ottenuti sia in serra che in pieno campo.
Anche gli effetti fitodepurativi della canapa sativa sono stati valutati positivamente dal Parco Reginale San Rossore che anzi auspica la sua coltivazione nelle aree contigue al lago di Massaciuccoli per porre rimedio alla stato di crisi dello stesso lago.
Il Comune di Viareggio può pertanto farsi carico di supportare questa rinascita del vivaismo.
Partendo proprio dalla realizzazione dell’acquedotto agricolo che possa alimentare i vivai presenti sul territorio con acqua dolce .
Potrebbe poi farsi carico di favorire lo sviluppo della filiera mettendo a disposizione le aree del mercato dei fiori o delle altre strutture oramai inutilizzate affinché gli operatori possano realizzarvi gli impianti di trattamento e lavorazione necessari.
Lo sviluppo di questa filiera immediatamente attivabile potrebbe generare almeno 600 posti di lavoro diretti ed indiretti.
Dalla canapa sativa si ottengono infatti prodotti utilizzabili per l’alimentazione, la cosmetica, la farmaceutica il tessile, il cartario e per l’edilizia biocompatibile.

2) DA UNA POLITICA DI CONTRASTO AD UNA POLITICA DI SVILUPPO COL PARCO: NO ALL’USCITA DAL PARCO E ALL’ASSE DI RPENETRAZIONE, SI AD UNA MOBILITA’ COMPATIBILE.

Una importante parte del territorio di Viareggio, grazie alle sue caratteristiche ambientali, è oggi affidata alla gestione dell’Ente Parco Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli.
Tutelare queste aree vuol dire preservare, per il futuro, le proprie caratteristiche naturali ed ambientali.
È una fortuna poter oggi disporre di tali ricchezze naturali.
Preservare non vuol dire però impedire uno sviluppo coerente con le finalità di tutela di tali risorse.
Vuol dire invece promuovere attività compatibili con tali esigenze.
Non è certo prefigurando uscite dal Parco o conflitto tra Enti che si favorisce questo sviluppo ecocompatibile.
Non è promuovendo la realizzazione di grosse arterie attrattori di traffico che si aiuta lo sviluppo sano della città.
Eventi recenti ( mega concerti sulla spiaggia con accesso chiuso alle auto) hanno dimostrato che le persone, opportunamente guidate e motivate, sanno adeguarsi alla necessità di tutela riuscendo a godere della bellezza dei luoghi .
La nostra idea è quella di favorire questa coesistenza tra la voglia di crescere e la tutela delle aree naturali.
Attività turistiche compatibili, attività di manutenzione, di ripristino della flora perduta, di rinaturalizzazione delle aree degradate, di educazione e di apprendimento dei valori connessi a queste risorse, forniscono occasioni di crescita occupazionale ed economica.
Questi beni vanno preservati perché hanno un valore non monetizzabile, ma sicuramente sono vitali per il futuro dell’umanità.
E’ vergognoso che si decida di chiudere, solo per ripicca, una struttura di accoglienza del Parco, come è purtroppo stato fatto. Al contrario bisogna favorire la diffusione di tali strutture sul territorio ed una valorizzazione dell’utilizzo delle stesse.

3) DAI PARCHEGGI A PAGAMENTO AD UNA MOBILITÀ INNOVATIVA: VALORIZZARE LE INFRASTRUTTURE ESISTENTI .

Il Comune di Viareggio, attraverso la sua società partecipata MOVER, raccoglie consistenti risorse finanziarie ( circa 5 milioni anno) dai parcheggi a pagamento installati in città.
La legge consente la presenza di parcheggi a pagamento a condizione che le risorse raccolte vengano investite per migliorare la mobilità in città.
Non si tratta ovviamente solo dei doverosi lavori di manutenzione dei marciapiedi e delle buchette stradali, ma anche di favorire un modo diverso, più salubre ed ecocompatibile, di muoversi in città.
Oggi i cittadini e gli ospiti stranieri sentono sempre di più il bisogno di vivere in una città libera da auto, con ampi spazi pedonali, sicura se si vuole utilizzare una bici per spostarsi.
Viareggio ha tutte le condizioni per diventare una tale città.
La sua estensione su terreno pianeggiante e il suo clima mite favoriscono l’uso della bici.
Purtroppo però usare la bici per spostarsi dai quartieri popolosi periferici ( Migliarina, Terminetto, Viareggio Nuova) in città crea continui ed inevitabili pericoli, come purtroppo i numerosi incidenti evidenziano.
Bisogna pertanto utilizzare le risorse della Mover per realizzare un reticolo di piste ciclabili dalla periferia al centro e dalla periferia alla periferia.
In molti comuni oramai si parla di metrobici. Questo reticolo deve consentire di superare la barriera ferroviaria in sicurezza, su percorsi diversi dagli attuali cavalcaferrovia concepiti per le auto e non per i pedoni e per le bici.
Un reticolo che tocchi anche i parcheggi scambiatori, dove devono prevedersi punti di noleggio di bici e monopattini anche elettrici.
Mover può supportare questi punti di noleggio avvalendosi di personale dedicato e utilizzando le nuove Apps sempre più diffuse.
La mobilità dei turisti che alloggiano a Viareggio può essere garantita anche attraverso l’utilizzo di minibus elettrici gestiti in una modalità a chiamata tramite le moderne applicazioni.
Inoltre vanno migliorate le strutture di ricarica dei mezzi elettrici ( sia autovetture che moto e bici) anche affiancandoli ai parcometri diffusi sul territorio.
In questa ottica, utilizzare al meglio la viabilità esistente, integrandola con parcheggi scambiatori ( già esistenti) facilmente collegati alla città è sicuramente la strada obbligata per un futuro ecocompatibile.

4) LA GESTIONE DEI RIFIUTI VERSO L’ECONOMIA CIRCOLARE.

Viareggio è stata una delle prime città toscane ad attivare un sistema coerente di raccolte differenziate.
Raccogliere solamente non basta, bisogna poi essere in grado di recuperare e valorizzare quanto raccolto.
A Viareggio una società fu appositamente costituita nel 2001 per creare questo sistema articolato, precursore dei principi odierni sull’economia circolare, realizzando impianti quale la Ricicleria di via Comparini e l’impianto di compostaggio per il verde della Morina.
Purtroppo però un importante progetto in grado di valorizzare l’organico raccolto è fermo da anni per inquietanti lungaggini burocratiche create ad hoc.
Probabilmente perché l’idea che un territorio piccolo possa economicamente ed ambientalmente risolvere il ciclo della gestione dei rifiuti nell’ambito dello stesso territorio ostacola i megaprogetti di accorpamento regionali delle aziende di gestione dei rifiuti ( vedasi Retiambiente per l’ATO costa).
Il progetto di cogestione anaerobica dei rifiuti organici con i fanghi di depurazione che utilizza i digestori del depuratore di Viateggio ha avuto inizio nel 2003.
Oggi questa innovativa soluzione, nata proprio a Viareggio, è vista con enorme interesse in tutta Italia sia perché consente di eliminare i cattivi odori tipici degli impianti di compostaggio sia perché produce un combustibile rinnovabile quale è il biometano.
I digestori di Viareggio potrebbero trasformare i rifiuti organici raccolti nelle famiglie e nei ristoranti in biometano che, sostituendo il gasolio, potrebbe alimentare anche gli stessi automezzi di raccolta dei rifiuti.
Attivare quindi oggi subito i digestori del depuratore di Viareggio per produrre biometano dai rifiuti organici vorrebbe dire sia restituire all’economia di Viareggio le risorse ora utilizzate per portare i rifiuti negli impianti di compostaggio sia favorire lo sviluppo di un settore vitale per il trasporto futuro , con un conseguente significativo incremento occupazionale.
Questo progetto può infine essere accompagnato dalla attivazione di centri di recupero dei rifiuti, dove personale preparato consente di rimettere sul mercato beni usati ma revisionati ( dai mobili agli elettrodomestici) evitando che gli stessi si trasformino in rifiuti.
Una ulteriore opportunità occupazionale in particolare per le fasce sociali più deboli.

5) DA CONSUMATORI DI ENERGIA AD AUTOPRODUTTORI DI ENERGIA RINNOVABILE.

Abbiamo già visto la grande potenzialità rappresentata dalla possibilità di produrre biometano dai rifiuti organici.
Ma sono anche altre le potenzialità legate allo sviluppo di energia da fonti rinnovabili.
Una rete di alimentazione di veicoli elettrici richiede un consumo di energia elettrica. Ma questa energia oggi si può agevolmente produrre con celle fotovoltaiche.
Si tratta allora di concepire uno sviluppo di tale forma di produzione di energia utilizzando tutte le superfici adatte.
Alcuni esempi: le coperture dei parcheggi, le coperture degli stabilimenti balneari, dei capannoni nelle aree industriali, degli edifici pubblici, le coperture messe a disposizione da privati.
Ma come abbiamo constatato in questi ultimi anni, non basta realizzare impianti, bisogna anche saperli e volerli gestire.
Deve nascere una imprenditoria locale , anche partecipata dal Comune se necessario, che abbia come scopo sociale quello di promuovere la produzione di energia rinnovabile, anche preoccupandosi della corretta realizzazione e gestione degli impianti.
Oltre alle risorse determinate dal valore dell’energia prodotta, sono disponibili, se vengono richieste, le risorse che noi cittadini paghiamo ai gestori elettrici e del metano tramite le bollette e destinate ai progetti di efficentamento energetico ( certificati verdi, titoli di efficienza energetica), facendo si che i progetti finanziabili abbiano una efficace ricaduta sul territorio.

6) DA UNA URBANISTICA DI CONSUMO DEI SUOLI AD UNA ECONOMIA DI VALORIZZAZIONE DELL’ESISTENTE.

Dopo più di 20 anni è stato approvato a Viareggio il regolamento urbanistico.
Senza entrare ora nel merito delle scelte contenute nel regolamento, mi preme solo evidenziare che ancora una volta non si è voluto scegliere una politica di valorizzazione e manutenzione del patrimonio edilizio esistente.
Sono sempre di più gli edifici urbani e rurali non utilizzati o tenuti in condizioni di abbandono.
Alcuni di questi edifici ( basti pensare all’ex Salov e all’ex Telecom) sono diventati luoghi di ricovero di persone prive di dimora.
Eppure tutti questi edifici potrebbero essere acquisiti per favorire lo sviluppo dell’economia viareggina.
Potrebbero diventare abitazioni da affittare alle famiglie che non possono ancora permettersi di acquistare una casa, potrebbero essere utilizzati per incrementare l’offerta di case popolari, potrebbero essere anche utilizzati per la nascita di alberghi diffusi, ovvero destinati ad una ricettività turistica.
In molte città turistiche, anche italiane, si stanno diffondendo offerte di soluzioni di accoglienza diverse dai tradizionali alberghi.
La ricettività alberghiera viareggina risente purtroppo di un approccio imprenditoriale superato.
Basti pensare che sempre di più la domanda turistica è caratterizzata da turisti anziani, da turisti con animali di affezione al seguito, da turisti che scelgono periodi brevi, anche fuori dalla stagione estiva.
Viareggio non è pronta, oggi, a dare risposte a queste domande turistiche, destinate a crescere nei prossimi anni.
Domande che richiedono una offerta diversificata rispetto alla sola offerta balneare.
Sono necessarie strutture aperte tutto l’anno, occasioni ed attrazioni diffuse durante l’intero arco annuale ( basti pensare che durante Lucca Comics molti frequentatori sono stati costretti ad alloggiare in Garfagnana mentre gli alberghi viareggini erano chiusi).
Un’offerta turistica che miri a valorizzare le risorse naturali e culturali disponibili.
Strutture come la cittadella del Carnevale, il Pucciniano, i musei devono diventare poli di attrazione permanenti, nell’ambito delle specifiche sfere culturali.
Corsi di formazione, eventi culturali, visite guidate, tutte occasioni per valorizzare il patrimonio esistente.
Oggi la città di Lucca è percorsa ogni giorno da centinaia di crocieristi interessati alle sue bellezze storiche.
Cosa impedisce a Viareggio di accogliere gli stessi con le proprie attrazioni carnevalesche o liriche, per esempio.
O con la valorizzazione del proprio enorme patrimonio ambientale?
Ovviamente ciò sarà possibile solo se si svilupperà una imprenditoria turistica in grado tutta di creare queste occasioni di accoglienza.

7) DA UNA LOGICA DI CONSUMO AD UN’ECONOMIA DI MANUTENZIONE E CONSERVAZIONE.

Oggi siamo abituati a sostituire tutto ciò che ci sembra vecchio con oggetti e prodotti nuovi.
Lo facciamo con i cellulari, con le auto, con le abitazioni,ecc.
Lo facciamo anche con le ricchezze naturali.
Eppure, se muore un albero non possiamo pensare di sostituirlo il giorno dopo. Occorreranno anni prima che una nuova pianta raggiunga le dimensioni di quella perduta.
Anni durante i quali bisognerà curarla, prevenire malattie, alimentarla.
Se questo è necessario per una singola pianta, immaginate quanto bisogna fare per un ecosistema più complesso.
I boschi, le pinete vanno curate ogni giorno; la loro manutenzione non produce costi, ma determina valori.
Valori forse difficilmente monetizzabili, se non quando si verificano eventi catastrofici.
Allora si inseguono le emergenze, e solo allora si comprende il valore della prevenzione.
Prevenzione che può essere frutto di una logica di manutenzione estesa a tutta la città.
Bisogna fare manutenzione delle caditoie e delle fognature, per evitare allagamenti.
Bisogna favorire la naturale ricarica delle falde, per evitare la siccità.
Bisogna fare la manutenzione degli impianti tecnologici, delle strade, degli edifici, del verde pubblico,ecc.
Non basta pensare che una volta costruite, queste cose vivano da sé.
Oggi interi edifici di case popolari sono diventati inagibili per la scarsa manutenzione, così come edifici pubblici, Impianti ecc .Anche una sana manutenzione determina nuova occupazione e ricchezza.
Applicare poi questo approccio anche sui beni di consumo ci consente di ridurre i costi degli smaltimento dei rifiuti e di restituire al mercato valori economici reali.
La nascita di un centro di riuso, dove il cittadino può portare l’oggetto che lui ritiene inutile, ma che può diventare un bene se riparato o valorizzato, può creare occasioni occupazionali, ridurre gli sprechi e favorire l’economia locale”.

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Aggiornato il: 18-07-2020 9:41