Truffa ai danni dello Stato nel settore nautico: la GdF sequestra beni a imprenditore viareggino - Cronaca Viareggio, Top news Versiliatoday.it

Truffa ai danni dello Stato nel settore nautico: la GdF sequestra beni a imprenditore viareggino

La Guardia di Finanza di Viareggio, nell’ambito dell’attività svolta a tutela della spesa pubblica nazionale e comunitaria, ha svolto una complessa ed articolata indagine nei confronti di un imprenditore viareggino che, utilizzando un ingegnoso meccanismo di frode, ha percepito indebitamente dei finanziamenti pubblici dal 2013 al 2016 per oltre 100.000 euro.
Il finanziamento era stato previsto dalla Regione Toscana per promuovere all’estero le eccellenze della nautica regionale, fra cui spicca il polo produttivo viareggino, nell’ambito dei più importanti saloni internazionali come quelli del Principato di Monaco e di Mosca, al fine di ottenere delle commesse dall’estero per la realizzazione e la manutenzione di imbarcazioni da diporto. L’imprenditore, invece, per avere accesso a cospicui stanziamenti, ha creato un raggruppamento temporaneo di imprese e poi, una volta ottenute le somme, ha trasmesso all’Ente erogatore, che risulta parte lesa, dei giustificativi di spesa contraffatti e non ha mai, di fatto, destinato i fondi ricevuti alle attività promozionali.
Sulla documentazione erano riportati dei costi mai sostenuti o sostenuti soltanto parzialmente, relativi ad esempio all’affitto di appartamenti all’estero che erano già di fatto nella disponibilità dell’indagato, ovvero alla partecipazione a saloni nautici ed eventi connessi, ai quali in realtà non ha mai preso parte. Diverse fatture, riportanti costi mai sostenuti, sono state emesse da società estere con sede in Gran Bretagna, Principato di Monaco e Moldavia, amministrate di fatto dallo stesso imprenditore.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Lucca, hanno consentito di denunciare l’imprenditore per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, reato che prevede fino a 7 anni di reclusione. La società italiana con la quale è stato ottenuto il finanziamento, denunciata per violazione dell’art. 24 del D.Lgs. 231/2001 (indebita percezione di erogazioni, truffa in danno dello Stato o di un Ente pubblico o per il conseguimento di erogazioni pubbliche) è stata poi dichiarata fallita nel 2018.
Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, la Guardia di Finanza ha eseguito il sequestro dei conti correnti e quote societarie riconducibili all’imprenditore.
L’attività svolta dalla Guardia di Finanza a tutela degli imprenditori onesti, garantisce alla collettività che le risorse pubbliche e i contributi erogati non vengano sottratti in maniera fraudolenta ma siano impiegati per favorire le prospettive di rilancio e di sviluppo dell’economia sana del Paese.

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Aggiornato il: 22-07-2020 9:38