Ciao "Nonno Partigiano": è morto Fortunato Menichetti - Cronaca Viareggio, Top news Versiliatoday.it

Ciao “Nonno Partigiano”: è morto Fortunato Menichetti

Il compagno Fortunato Menichetti ci ha lasciato

Del lutto ne da notizia l’Anpi


Fortunato Menichetti è stato insignito dalla Repubblica Italiana della Medaglia della Liberazione il 25 aprile 2015, segnalato dalla nostra sezione insieme agli ultimi partigiani viventi.
Simpatico ed entusiasta, socialista da sempre, Fortunato negli ultimi anni è stato per tutti “il nonno partigiano” incontrando migliaia di ragazze e ragazzi nelle scuole di ogni ordine e grado della provincia ed oltre, scrivendo diversi libri sulla sua esperienza partigiana e sulla sua amicizia con l’indimenticato presidente Pertini.
Il compagno Fortunato lascia un mondo che continua ad avere tanto bisogno di testimoni, di uomini come lui che aveva fatto della diffusione della cultura dell’antifascismo la missione della vita.

IL Partito Democratico delle Versilia vuole esprimere sincere condoglianze al figlio Franco e a tutta la famiglia di Fortunato Menichetti, ormai per tutti il “nonno partigiano”, che con la sua lunga vita ha testimoniato i valori dell’antifascismo e della democrazia, dell’attaccamento alla Costituzione Repubblicana. L’esperienza partigiana sui monti della Versilia, l’amicizia con Sandro Pertini, l’adesione al Partito Socialista sono stati trasmessi da Menichetti a migliaia di giovani, attraverso le sue pubblicazioni e attraverso il contatto umano che amava molto. Simbolo di una generazione quasi del tutto scomparsa, la sua vita rimarrà  esemplare per moltissimi giovani che lo hanno incontrato, hanno avuto il piacere di ascoltarlo e di dibattere con lui, uno spirito vivace anche oltre le 90 primavere,  che non sarà dimenticato.

Il Sindaco di Stazzema Maurizio Verona ricorda Fortunato Menichetti, “Nonno partigiano”

“Salutiamo un testimone degli orrori della guerra che negli ultimi anni della sua vita si era dedicato ai ragazzi per trasferire loro la conoscenza dei fatti del 1944 – 1945. Lo ha fatto in modo testardo, come era solito fare, cercando di incontrare più giovani possibile perché essi potessero crescere nei valori che hanno ispirato la sua vita. Lo faceva con tanta passione che sembrava che il tempo per lui non passasse. Ci dispiacerà non averlo con noi alle prossime celebrazioni a cui non sarebbe certamente mancato con la sua giacca color verde militare, lo stemma dell’Italia, i fiori che portava ogni volta con sé per rendere omaggio alle vittime. Ciao Fortunato”.

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Aggiornato il: 28-07-2020 16:09