” Il mercato centrale, per ogni paese o città, è indubbiamente il cuore pulsante delle attività produttive ed il nucleo più importante del commercio; così anche a Viareggio, dove il mercato di piazza Cavour ha rappresentato proprio lo sviluppo del commercio cittadino ed il suo
centro storico”.

Lo scrive Lorenzo Tosi, candidato con Sandro Bonaceto

“Inutile ricordare i passaggi che hanno portato all’attuale stato di abbandono e degrado del “Piazzone”, non finiremmo mai di cercare responsabilità e colpevoli,
ma questo, francamente non ci interessa più.

Mi interessa piuttosto capire perché, in cinque anni, l’attuale amministrazione non sia riuscita a far altro che approvare in fretta e furia, fuori tempo massimo (ricordo che avremmo dovuto votare a maggio), un partenariato pubblico privato, totalmente sbilanciato a favore di quest’ultimo, senza alcuna convenienza per l’ente pubblico e senza parere dei revisori dei conti.

Considerando poi che nel 2016, l’allora commissario prefettizio Fabrizio Stelo, aveva pubblicato il bando per la riassegnazione dei fondi del loggiato, poi stracciato dal sindaco non appena tornato in carica, a dimostrazione del fatto che una soluzione, rapida ed efficiente, era possibile.

Tutto ciò premesso, andando ad analizzare lo stato dei fatti, compreso il bando pubblicato negli ultimi giorni, appare evidente come non vi sia convenienza per la comunità nelle scelte promosse dall’attuale amministrazione, che preferisce regalare per 40 anni il “piazzone” ad un soggetto privato, piuttosto che trovare soluzioni con chi il mercato lo vive da anni e continua a tenerlo vivo nonostante la completa mancanza di supporto e di progetti da parte dell’ente comunale; ricordate quando i commercianti e gli imprenditori locali chiedevano canoni calmierati o riduzione degli affitti a causa della crisi economica?
Perché in quel momento non si è mostrata la stessa disponibilità che oggi il comune mostra, senza convenienza apparente, verso questo grande gruppo?.

Il bando pubblicato da questa amministrazione, infatti, non tiene conto della situazione attuale, non tiene conto delle ripercussioni sui commercianti, che con molto sacrificio hanno continuato a tenere vivo il commercio del centro cittadino, non tiene conto delle belle realtà locali, che non sanno di che morte dovranno morire, non sanno dove si dovranno spostare, non sanno quanto dovranno pagare al privato, non sanno le regole a cui dovranno sottostare.

Invece di roboanti e reiterate proposte da campagna elettorale, per rilanciare il “piazzone”, bisognerebbe semplicemente prendere ad esempio le realtà esistenti dei grandi mercati europei, mercati di giorno e luoghi di aggregazione gastronomica e culturale la sera, condividendo un percorso serio con gli abitanti ed i commercianti di quella zona”

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