Negli ultimi mesi lo scontento intorno alle questioni legate alla scuola nel comune di Massarosa è stato così profondo da aver unito spontaneamente molte persone della società civile per intraprendere azioni concrete di manifestazione del proprio dissenso e per chiedere chiarimenti e risposte.
Così l’associazione Spazio Libero, che ha unito trasversalmente molti cittadini del comune sulle questioni delle scuole e dei servizi scolastici interviene sull’immobilismo del Sindaco e dell’amministrazione.

Ad oggi, dopo mesi di proteste che ripercorriamo poco sotto, non abbiamo niente di concreto in mano e siamo di fronte all’ennesimo atto di ostilità da parte del comune verso i cittadini.

Non abbiamo ancora ricevuto risposta né alla mozione di delibera popolare protocollata in data 12 agosto 2020, né alla richiesta di convocazione urgente delle commissioni scuola e/o lavori pubblici, passaggio necessario perché la mozione venga presa in considerazione per il prossimo consiglio.
Consiglio che tra l’altro è stato convocato in seduta straordinaria per il 28 agosto p.v. senza che all’ordine del giorno ci sia

La mozione – ricorda l’associazione – è stata firmata da 300 cittadini, scegliendo così ancora una volta e deliberatamente di ignorare le richieste concrete della cittadinanza.

Il nostro Statuto comunale prevede che, con una richiesta sottoscritta da almeno 200 cittadini, questi possano nominare un loro rappresentante e proporre una mozione da mettere ai voti in Consiglio, un’opportunità di esprimere direttamente il nostro punto di vista sulla necessità di salvaguardare l’intero sistema dell’istruzione e i suoi preziosi servizi.

Con questo ulteriore passaggio volevamo anche dare al Consiglio la grande opportunità di fare un passo indietro e mettersi davvero a disposizione della gente, dei genitori, degli insegnanti, dei lavoratori e, non ultimo, degli studenti.
Ebbene, la proposta di deliberazione di iniziativa popolare sotto forma di mozione è stata protocollata con 300 firme ma ancora non abbiamo ricevuto risposta in merito ne dal sindaco ne dal Presidente del consiglio che dovrebbe garantire il rispetto delle regole.

Questo non è che l’ultimo atto di una gestione scellerata del tema scuole che scalda gli animi da mesi.Prima di quest’ultima azione popolare, molte altre iniziative con una partecipazione di pubblico sempre crescente si sono susseguite negli ultimi mesi. In ordine cronologico:

30 maggio: Una rappresentanza di genitori con i passeggini vuoti di fronte al comune e 190 firme protocollate contro l’aumento retroattivo delle rette dei nidi e del costo di mense e trasporti. Segue interlocuzione con il sindaco nella quale il primo cittadino paventa un ulteriore aumento delle rette.

23 giugno: Assemblea pubblica al teatro Manzoni a Massarosa con capienza ridotta a 120 posti a causa delle norme anti-covid, la diretta Facebook ha registrato già il giorno seguente più di 5000 visualizzazioni. Sono intervenuti genitori dei vari ordini di scuole del territorio, politici di minoranza e il sindaco.

13 luglio: Presidio della cittadinanza al parco Nassiriya a Massarosa contro l’approvazione dei tagli ai servizi con interventi del Gruppo Massarosa Città Aperta– Spazio Libero, ANPI, delegati dei consigli d’istituto delle scuole, educatori e genitori dei nidi comunali, rappresentante ai servizi assistenza educativa, lavoratori B&B, il comitato della scuola di Quiesa e associazioni del territorio.

27 luglio: Presidio per raccolta firme di sottoscrizione di un documento da inviare al Prefetto chiedendo il suo intervento per la revoca della decisione di tagliare i servizi scolastici indispensabili per genitori, bambini e lavoratori del comune. In tre ore sono state raccolte oltre 1000 firme

Ci siamo riuniti in assemblea, siamo scesi in piazza, abbiamo scritto al Prefetto per difendere le nostre scuole, la cultura, i servizi che rendono dignitosa la vita delle famiglie: finora le risposte che abbiamo avuto sono state deludenti, vaghe e a volte inaccettabili.

Settembre e l’inizio delle scuole sono alle porte e ancora non abbiamo nessuna certezza.

Ripercorriamo le tappe delle nostre iniziative perché vogliamo che tutta la cittadinanza sia informata sui fatti e chiediamo ancora una volta a questa amministrazione di ascoltarci.

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