IL TESTOSTERONE ALLUNGA LA VITA! (OLTRE CHE QUELL’ALTRA “COSA” …)

Che il testosterone sia l’ormone del “desiderio sessuale” è abbastanza noto.

E che un suo calo riduca il desiderio sessuale nel maschietto e conseguentemente le sue performance è logica, triste, conseguenza.

Ma una interessante novità è giunta dall’ultimo congresso Italiano di urologia (prima del blocco da Covid): Il calo del testosterone, aimè! piuttosto frequente negli uomini over-50 ma sempre più diffuso anche a partire dai 40 anni, comporta anche i rischi di aumento delle malattie cardiovascolari, dell’osteoporosi e del diabete.

Questo allarme arriva, come già ricordato, dagli esperti riuniti al congresso nazionale della Società Italiana di Andrologia, da cui arriva soprattutto l’invito a non considerare questo problema un tabù e tanto meno a considerarlo ineluttabile e irrimediabile. 

Una esortazione che si è concretamente tradotta nel forte invito a farsi visitate dallo specialista andrologo o urologo non appena si presentino i tipici sintomi del calo del testosterone come stanchezza fisica e sessuale e, ad esempio, riduzione della velocità di crescita della barba.

Una visita che potrebbe modificare in meglio questi debilitanti disturbi, perché le più recenti evidenze scientifiche suggeriscono come il riequilibrio dei livelli fisiologici di testosterone, non solo “ridia fiato” (e che fiato!) alla passione ma sia anche in grado di interferire positivamente con la progressione di malattie cardiovascolari, osteoporosi e perfino il diabete.

In effetti un calo del testosterone con l’inesorabile trascorrere del tempo è cosa prevista e da considerarsi fisiologica: a partire dai 40 anni l’ormone scende di circa l’1% all’anno. Per molti anni questo non necessariamente si traduce con disturbi di qualche tipo, ma toccati e superati i 60 anni si può avere una riduzione dei livelli tale da dare anche sintomi, purtroppo evidenti. 

Si stima che circa un milione di italiani fra i 40 e i 60 anni abbiano un deficit di testosterone, a cui si aggiungono circa 650.000 over 60; un milione e mezzo di italica gente che oltre ai ben fastidiosi (e son cauto nelle parole…)  problemi sessuali hanno spesso altre patologie concomitanti, dall’obesità all’osteoporosi, dal diabete alle malattie cardiovascolari, fino, addirittura, una riduzione delle funzioni cognitive.

 Il testosterone infatti è una magnifica molecola fondamentale per mantenere l’equilibrio psicofisico dell’uomo. Un suo calo non deve preoccupare solo fra le lenzuola (non che sia poca cosa…) ma anche per le conseguenze che può avere per la salute in genere del maschietto.

 I dati presentati al Congresso indicano come il deficit di testosterone porti a un incremento di 2,5 volte del rischio di mortalità cardiovascolare, e questo indipendentemente da altri fattori di rischio, un po’ noti a tutti, come fumo, alcol, livello di attività fisica o eccessiva circonferenza della vita (la pancia!). Per non dimenticare il ruolo importante che il testosterone ha anche per la salute delle ossa (il testosterone infatti aiuta a preservare adeguati i livelli di estrogeni e vitamina D”): il 50% degli anziani con frattura del femore ha una carenza dell’ormone, due pazienti con deficit testosteoronico su tre lamentano difficoltà di movimento come stanchezza, ridotta forza muscolare, anemia, osteoporosi di grado tale da compromettere l’autosufficienza dell’anziano.

Certo non è un farmaco da banco. Né da gestirsi con superficialità. E non a caso la sua prescrizione avviene solo tramite Piano terapeutico redigibile solo da uno specialista urologo o andrologo. Dopo che tramite visita ed esami sia stata accertata con sicurezza l’esistenza di una riduzione del testosterone e che questo calo sia davvero la causa dei problemi.

Insomma, basta saperlo. E molto, ma davvero molto, si può risolvere.

L’AFORISMA DEL GIORNO:

“Perché l’amore non poteva essere più semplice? No, l’amore lo era. Semplice e meraviglioso. Erano gli ormoni a complicare tutto.” ELISA S. AMORE (scrittrice)

Il DR. Luca Lunardini è Medico-Chirurgo, Specialista Urologo con incarico di Alta Specializzazione in Andrologia, è dirigente medico presso la Unità Operativa di Urologia della A.S.L. 12 Versilia.

Membro della Società Italiana degli Urologi Ospedalieri e della Società Italiana di Andrologia, ha fatto parte della Commissione Oncologica Nazionale del Ministero della Salute ed è stato Presidente della Sezione Provinciale di Lucca della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.

Il Dr. Lunardini è contattabile per qualsivoglia approfondimento via email al seguente indirizzo: [email protected]    

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ultimo aggiornamento: 20-09-2020


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