Esordisce così il presidente della Consulta del Volontariato Rino del Greco dopo i disguidi in merito alla distribuzione delle Mascherine che la regione Toscana ha inviato al comune di Massarosa.

“Visti i disguidi e le anomalie che si sono verificate nella distribuzione delle mascherine della regione Toscana sul territorio comunale e alla luce anche della dichiarazioni pubbliche del sindaco di Massarosa in merito ad una presunta condivisione sulla procedura, è mio dovere, in qualità di presidente della Consulta comunale del Volontariato di Massarosa fare delle precisazioni”.

“Proprio per il ruolo che rivesto mi sono adoperato per il ritiro presso il comune dei dispositivi che l’amministrazione comunale ci ha messo a disposizione dopodichè ho provveduto alla consegna di questi alle associaioni del territorio. Non ci sono state date indicazioni dall’amministrazione comunale tranne che per quelle fpp2 per cui mi è stato richiesto una attenzione paricolare per indirizzarle alle persone più a rischio di malattia”.

“Tutto questo senza conoscere preventivamente il numero totale a noi riconosciuto. Mi è stato detto semplicemente di procedere alla consegna nelle frazioni tenendo conto del bisogno delle persone. 

Come associazioni non abbiamo partecipato alla decisione ma abbiamo preso solo atto della decisione presa dall’amministrazione comunale compresa quella di non vederci consegnate tutte le mascherine arrivate a Massarosa ma solo la metà, circa, del totale che solo dopo abbiamo saputo essere di 112.500.

Rino Del Greco, Presidente della Consulta del Volontariato

“Ad ogni modo insieme alle associazioni del territorio ci siamo messi subito in moto per la distribuzione alla cittadinanza delle circa 62.000 mascherine ricevute dall’amministrazione.
Le associazioni, tramite i loro numerosi e disponibili volontari, hanno cercato di distribuirle al meglio, in maniera autonoma rispetto al numero e rispetto alle modalità, cercando di coprire tutta la popolazione, sapendo tuttavia di non averne a sufficienza per consegnarne 5 a persona come invece le associazioni hanno potuto fare negli altri comuni.
Questo ha creato anche le disparità da frazione a frazione.

“Non si capiva infatti perché scegliere le associazioni per distribuire i dispositivi poi tenere in comune la metà circa delle mascherine. Non sapevamo il motivo di questa scelta”.

“Questo a chiarimento – continua il presidente della Consulta del Volontariato – di quanto accaduto e per ribadire che le associazioni non hanno nessuna responsabilità per la mancata consegna delle 5 mascherine a persona”.

Ringrazio sentitamente tutte le associazioni e tutti i volontari che, come sempre, si sono prodigati in nome del grande valore civile e sociale di appartenenza ad una grande e bella comunità come la nostra.

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ultimo aggiornamento: 24-11-2020


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