È iniziata con un breve concerto di Cisco Belotti, cantautore e già cantante dei Modena City Ramblers, la celebrazione del 25 Aprile a Sant’Anna di Stazzema, nel comune di Stazzema, provincia di Lucca. In mattinata sono intervenuti in presenza il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, il presidente della regione Toscana Eugenio Giani. Tanti gli interventi in video dal presidente della Camera Roberto Fico al Ministro della Salute, Roberto Speranza dalla senatrice a vita Liliana Segre all’ex ministro e deputato, Giuseppe Provenzano,

 “A Sant’Anna di Stazzema c’è la radice della Repubblica italiana”. Lo ha detto il presidente della Camera Roberto Fico. “Questo è un luogo significativo per tutto ill Paese. La ricorrenza del 25 Aprile non deve essere un omaggio rituale, ma un momento di memoria, un dovere per tutta la comunità nazionale soprattutto beneficio dei più giovani. Grazie al sacrificio di uomini e donne abbiamo oggi garantito un orizzonte di libertà, uguaglianza e democrazia. Oggi, come allora, abbiamo bisogno della forza ideale e civile che animò la Resistenza per affrontare nuove sfide, ma anche per respingere ogni possibile nuova forma di estremismo, di violenza e di prevaricazione; per contrastare l’odio, le ingiustizie, la corruzione e l’egoismo sociale. Dobbiamo essere orgogliosi – ha concluso Fico – di festeggiare il 25 aprile, e di celebrare i valori della nostra democrazia. Buona Liberazione”.

 “A Sant’Anna di Stazzema c’è un pezzo della nostra storia che non dobbiamo mai dimenticare”. Lo ha detto, intervenendo in video alle celebrazioni per il 25 aprile a Sant’Anna, il ministro della Salute Roberto Speranza. “Guardare a quei giorni, a quello che è accaduto, al 25 aprile – ha aggiunto Speranza – significa avere in testa prima di tutto i valori della nostra Costituzione democratica. Ma la Costituzione va difesa tutti i giorni. Penso ad esempio all’articolo 32, che afferma che la salute è un diritto di tutti. Poche righe dentro cui c’è un principio universale, quello che afferma che quando uno sta male non importa quanti soldi ha, di chi è figlio, o di che colore ha la pelle, ma che va curato e difeso sempre e comunque”.

“Istituzioni come il Parco della Pace e il museo storico della Resistenza non servono solo alla memoria, ma anche a formare cittadini sempre più consapevoli, tolleranti e aperti. Perché, come ammoniva Primo Levi, non dobbiamo mai abbassare la guardia, perché quello che è accaduto può tornare nelle forme più subdole”. Così la senatrice a vita Liliana Segre intervenendo in video..

“Siamo riuniti – ha detto Segre – in un luogo simbolo di una delle più grandi tragedie del ‘900, nella città martire di Sant’Anna di Stazzema. Un luogo e un’occasione simbolo perché qui si è compiuta una delle stragi più orrende della storia, con uomini, donne e bambini uccisi. Ma da qui abbiamo anche visto la resistenza, salda col territorio, che ha portato avanti la propria missione fino alla Liberazione. Il biennio 44-45 è stato un arco di tempo tra i più tragici della storia dell’umanità. Ma nasce il periodo che ha visto la vittoria delle forze antifasciste e la nascita di una stagione nuova per l’Italia e per il Mondo. Anche per questo ho appoggiato la legge di iniziativa popolare nata proprio qui a Stazzema contro la propaganda di stampo fasciata e nazista”.

 “Il 25 aprile di 77 anni fa non era una giornata di festa come oggi. Avevano dentro le piaghe di tutto quello che avevamo subìto. Eravamo spogli di tutto, senza affetti, senza niente. Ci sono voluti anni per superare quello che era successo, e dobbiamo ricordare a tutti, soprattutto ai giovani e ai ragazzi, che non si deve, non si può tornare indietro, non si può ripetete la stessa storia”. Così Enrico Pieri, uno dei pochi superstiti della strage perpetrata dai nazisti il 12 agosto ’44 a Sant’anna di Stazzema, in provincia di Lucca, intervendo alle celebrazioni per il 25 Aprile a Sant’Anna. “La guerra – ha aggiunto Pieri – non porta benefici a nessuno. Avevamo famiglie divise, chi da una parte, chi dall’altra, quasi come fosse una guerra civile. Questo non dobbiamo più permettere che si ripeta. Questo monumento, questo ossario, è un posto che i giovani devono vedere, per capire dove è nata la nostra democrazia. Dobbiamo far capire dove abbiamo iniziato a rinascere. Viva il 25 aprile, vita l’Italia”.

“Se darà la sua disponibilità, vorremmo fare della casa di Enrico Pieri un centro di accoglienza, una foresteria, perché i giovani possano stare qui e assorbire gli anticorpi contro i totalitarismi”. Lo ha annunciato il presidente della regione Toscana Eugenio Giani, parlando subito dopo lo stesso Enrico Pieri, uno dei pochi superstiti della strage del 12 agosto 1944.

Giani ha ricordato “Anna Pardini, che aveva 20 giorni quando fu uccisa dai nazisti. Oggi avrebbe 77 anni. Con lei furono uccisi altri 130 bambini. In tutto a Sant’Anna di Stazzema morirono 560 persone, scientemente colpite, addirittura coi lanciafiamme nella chiesa: vite spezzate nell’arco di due ore, ad opera di nazisti guidati da collaborazionisti fascisti”. Il presidente Giani ha anche ricordato “i 4.500 toscani inermi uccisi in quei tre mesi, dagli ultimi giorni giugno alla fine della guerra” ed ha ringraziato “quei magistrati che hanno saputo individuare i responsabili di quelle stragi”. Infine, ha annunciato la nascita di una foresteria proprio nella casa di Enrico Pieri, superstite che di recente ha ricevuto dal Quirinale l’onorificenza Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

 “Questo anniversario non ci parla del passato, ci parla dell’oggi. Episodi di pochi giorni fa, come quello del consiglio comunale di Imola, che oltraggia la Memoria, o di Genova, con le bandiere dell’Anpi imbrattate con le svastiche, ci dimostrano che parlare di 25 Aprile non è parlare del passato, è parlare di oggi”. Così l’ex ministro e deputato Pd Giuseppe Provenzano.

“La mia generazione – ha aggiunto Provenzano – ha dato la democrazia per cosa acquisita, scontata, ma non è così. Nessuna conquista può essere data per scontata. Quei valori di democrazia sembrano rattrappirsi anche dove aveva radici più antiche, persino in Europa viene minacciata. Ma se democrazia e libertà esistono e resistono ancora oggi, è perché più di 70 anni fa è stato eretto un argine. Oggi siamo qui per prendere la nostra dose di vaccino contro la barbarie”.

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ultimo aggiornamento: 25-04-2021


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