Lavorare in un luogo sospeso nella dimensione della sfida al destino e del rischio, a contatto costante con uomini e donne eleganti, spesso affascinanti e magari misteriosi. Decisamente un’atmosfera migliore di quella di un ufficio o di una qualunque azienda, che potrebbe essere un incentivo per coloro che sognano di entrare nel mondo delle sale da gioco. Una delle professioni più interessanti in questo senso è quella del croupier, ma non tutti sono consapevoli di cosa si debba fare per arrivare a ricoprire un ruolo di questo genere, che impone di conoscere una serie di giochi, dal poker al blackjack alle slot e di saper gestire la tensione e affrontare le richieste più insolite.

Tre caratteristiche fondamentali

Per pensare di dedicarsi a questa professione, occorre avere almeno tre caratteristiche fondamentali. Anzitutto una notevole capacità di concentrazione; poi una notevole velocità tanto a livello logico e matematico, quanto sul fronte della manualità visto che bisogna gestire le carte e le fiches con disinvoltura; ancora una buona conoscenza delle lingue. In questo senso l’inglese è fondamentale, dato che si tratta della lingua di interscambio più diffusa al mondo, ma anche tedesco e francese vengono molto apprezzate. Chiunque possa vantare queste qualità, deve poi affidarsi a una scuola specializzata, che prepara i croupier, ovvero gli addetti ai giochi tradizionali, come ad esempio la roulette francese, il chemin de fer oppure il 30/40. Esiste infatti una distinzione abbastanza precisa, tra il croupier e il dealer, che è invece colui che segue altri tipi di giochi come il  blackjack, la roulette americana, craps e poker ma in qualche caso anche la gestione delle slot machine, che soprattutto in Italia, dopo l’emanazione del Decreto Dignità, devono seguire alcune regole precise. Tra gli incarichi del croupier rientrano servire al tavolo i giocatori, quindi accettare le scommesse, controllare che le puntate siano lecite, pagare le vincite,  raccogliere e assegnare le fiches.

Diversi i corsi in Italia

I corsi per diventare croupier si tengono in Italia sin dagli anni Novanta, organizzati dal Centro Formazione Croupier, che ha diverse sedi in alcune grandi città, come ad esempio Milano, Roma, Torino e Padova. Riconosciuto a livello internazionale, questo centro di formazione tiene le sue lezioni diverse volte all’anno e promuove corsi che durano 120 ore nel caso dei croupier e 50 nel caso dei dealer. I costi oscillano tra 1200 e 2100 euro più Iva per la prima specializzazione e sono più contenuti per la seconda, ma in entrambi i casi sono previsti esami finali, quindi vengono richieste agli allievi attenzione, studio e dedizioni. A Palermo, invece, ha sede un altro centro di formazione riconosciuto, il Croupier Courses International, che si specializza però sui giovani e punta molto sulla lingua, visto che tiene lezioni in inglese. Per accedere ai corsi servono le caratteristiche chiave cui si è accennato e la prova che non si hanno precedenti penali. Il mondo del gioco, infatti, in questo senso ha regole ferree e non permette di affidare incarichi di responsabilità a persone che hanno avuto guai con la Giustizia.

Una professione con la valigia in mano

Il corso è un modo interessante per imparare le regole essenziali della professione, ma l’esperienza che viene maturata dopo la qualifica risulta fondamentale per avere davvero successo. Spesso sono le scuole a dare indicazioni ai propri allievi per trovare i primi incarichi, in altri casi è l’iniziativa personale a fare la differenza, come anche la disponibilità a muoversi e trovare un incarico all’estero. Un’altra caratteristica importante che l’aspirante croupier deve dimostrare di avere è la flessibilità. Questo mestiere infatti impone orari strani, spostamenti, la disponibilità a trasferirsi in altri casinò o sale da gioco per migliorare la propria professione. Una duttilità non comune, cui corrisponde, però, un salario adeguato.

Un lavoro che punta sulle relazioni personali

A rendere ancora più appetibile la professione è la prospettiva degli extra ovvero le mance che si ricevono durante le serate e che derivano spesso dalla suddivisione in parti eque tra i dipendenti delle fiches raccolte. In alcuni casinò si arriva anche a 500 euro in più al mese, che davvero non sono noccioline, ma le cifre cambiano a seconda del luogo dove si esercita la professione. Ad esempio, sulle navi da crociera capita di incrociare personaggi disposti ad elargire laute mance, come del resto avviene in luoghi di vacanza rinomati come la Versilia, frequentati da vip che hanno un bel portafoglio a disposizione.

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