Il segretario del Partito Democratico di Massarosa, Adolfo del Soldato attraverso i canali social propone le Primarie per far scegliere alla gente il candidato del Centro Sinistra.

Chi ha seguito le vicende massarosesi di questi ultimi mesi lo interpreta come l’ennesimo errore di una classe dirigente che forse ha perso il contatto con il tessuto sociale e che sta compiendo mosse a molti incomprensibili:

1. Non si apre una crisi al Buio

Una delle regole non scritte della politica è che non si apre mai una crisi al buio. Almeno questo è quello che il PD Nazionale urlava contro Matteo Renzi nel gennaio del 2020.
Quando i consiglieri di minoranza di Massarosa si sono dimessi congiuntamente per far decadere Coluccini, il pensiero di molti è che ci fosse già un’organizzazione per le elezioni che sarebbero state di lì a breve e che i manifesti del candidato di Centro sinistra sarebbero comparsi entro pochi giorni. Ma non era così.

2. Non si può andare ad una trattativa senza un piano B

La scelta di un sindaco, non è una trattativa sindacale dove per far valere le proprie posizioni si utilizza anche l’arma dello sciopero dei cittadini.

In realtà – secondo più parti in causa – quella dell’individuazione del candidato a Sindaco non è nemmeno stata una trattativa o se vogliamo usare parole più dolci una concertazione, ma una presa di posizione netta a sostegno di Ex assessori della giunta Mungai (quelli di prima per intenderci).

Le altre parti in causa, due liste civiche (fra cui quella supportata dal PD nelle ultime elezioni) e Sinistra comune, sostenevano che il candidato dovesse avere tra le caratteristiche principali una discontinuità col passato e hanno molto lavorato per quello facendo più di una proposta.
Il PD ha tirato dritto sul nome identificato (Rosi o in subordine Barsotti) pur sapendo che gli alleati avevano chiesto a più riprese di superare tali nominativi.

Anche Zingaretti aveva dichiarato: O Conte o Morte. “Quelo” il celebre personaggio di Guzzanti avrebbe risposto: “La seconda che hai detto”

3. Non si può spaccare il Centro Sinistra e prendersene la responsabilità

Non presentandosi all’incontro con gli alleati sostenendo che non c’erano più le condizioni, di fatto il PD è diventato l’unico responsabile agli occhi dell’elettorato per la rottura del fronte comune.
Un errore strategico grave che potrebbe spostare l’opinione di parte dei cittadini di area verso altri lidi.

4. Le primarie ora, sono una sconfitta della classe dirigente

Oltre a non esserci più i tempi, si suppone che il voto sia il 26 settembre, chiedere la celebrazione ora sarebbe la sconfitta della classe dirigente che non ha saputo segnare la via.

Dopo aver tenuto il punto per 50 giorni su un candidato che da subito non aveva riscontrato il sostegno della compagine, dopo aver spaccato il fronte, dopo aver dato dei comunisti ostili al centro sinistra agli alleati con i quali hanno convissuto al governo e all’opposizione per 12 anni, con un colpo di spugna “bruciano” il loro candidato unico e chiedono le primarie di Coalizione.

Le primarie di Coalizione, delle quali evidentemente non conoscono nemmeno le regole di indizione, sono state escluse dagli altri partiti presenti nella coalizione perché sostengono che non sono previste nei loro statuti. Inoltre ci sono fattori sostanziali e regolamentari per i quali non sono più possibili.

L’articolo 2 del regolamento del PD per la convocazione delle primarie indica i 4 mesi dalla data delle elezioni il tempo minimo entro il quale le Primari devono essere celebrate.
In caso di primarie di coalizione deve essere costituito il comitato organizzatore l’anno precedente.

Forse intendevano un sondaggio su Facebook, perché ormai, a pochi giorni dall’indizione delle Elezioni, rimangono i tempi solo per quello.

Per completare la pubblicazione: “Le cinque cose da non fare” mancherebbe il punto nel quale il candidato del PD ritiri la sua candidatura.

Qualcuno direbbe: Bravi, poche idee… ma confuse.

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ultimo aggiornamento: 23-07-2021


PD Massarosa : “il centro-sinistra è unito”. Il resto della coalizione: “No è diviso”.

Su Francesco Mauro aspettiamo ancora la risposta del PD.