Il Viale dei Tigli tra le strade più pericolose a causa della presenza ormai fuori controllo degli animali selvatici, cinghiali e caprioli, che mette costantemente a rischio la sicurezza degli automobilisti, insieme alla Lodovica, alla Pesciatina e a via Romana.

A denunciarlo, poco più di un anno fa, era stata Coldiretti Lucca che aveva realizzato una mappatura delle strade provinciali dove gli incidenti con animali selvatici sono più frequenti. Il viale dei Tigli, dove si è consumata nella sera di giovedì 28 luglio l’ennesima tragedia costata la vita ad un 55enne di Forte dei Marmi era proprio tra quelle. Lo scorso 13 luglio era stata un’auto medica ad essere investita da un daino; nel novembre 2020 una donna, questa volta contro un cinghiale, ad essere finita all’ospedale. La Toscana – ricorda Coldiretti Lucca citando i dati dell’Osservatorio Asaps – è al primo posto, con 27 sinistri, per gli incidenti negli incidenti gravi con investimenti di animali.

“I cinghiali non rappresentano più solo una calamità per le aziende agricole che subiscono continuamente danni alle coltivazioni e che, anche a causa loro, abbandonano la montagna e le aree più marginali, alle produzioni agroalimentari di qualità, alla biodiversità e alla tutela dell’ambiente ma sono sempre di più una minaccia per la sicurezza stradale, per le città per  e la salute pubblica. – spiega Andrea Elmi, Presidente Coldiretti Lucca – Questa ennesima tragedia  dimostra come la situazione sia ormai ingovernabile e che serve un piano di contenimento straordinario per ridurre velocemente il numero degli esemplari: parliamo di 500 mila capi in tutta la regione. C’è un cinghiale ogni 8 abitanti: siamo bel al di sopra di qualsiasi rapporto di sostenibilità”. 

Coldiretti che aveva recentemente protestato nuovamente a Roma chiedendo anche l’intervento dell’esercito per controllare il fenomeno del sovraffollamento, torna ad invocare un decreto legge urgentissimo per modificare l’articolo 19 della Legge 157del 1992 per ampliare il periodo di caccia al cinghiale e dare la possibilità alle Regioni di effettuare piani di controllo e selezione nelle aree protette: “La siccità spinge i cinghiali e gli animali selvatici sempre più verso le città. E vederli tra i cassonetti dei rifiuti, in spiaggia, o attraversare la strada, non è più così raro. – continua il Presidente di Coldiretti, Elmi – Sono diventati pericolosi per la comunità. È poi paradossale che con i costi fuori controllo noi dobbiamo spendere di più per coltivare e per difendere le produzioni ed il raccolto ci vien distrutto dai selvatici. Non c’è più tempo per le promesse, servono i fatti e bisogna dare risposte alle aziende che vedono ogni giorno il proprio lavoro cancellato dai cinghiali proliferati senza alcun controllo”.

Secondo la ricostruzione L’uomo stava procedendo a bordo della sua Smart in direzione Viareggio quando, poco prima di Villa Borbone, è avvenuto lo scontro contro l’animale, un cinghiale di grossa taglia, la cui carcassa è rimasta a bordo strada fino alla mattina successiva. Nell’impatto l’uomo ha perso il controllo dell’auto andando a schiantarsi contro un albero distante una decina di metri. “A nome di Coldiretti le più sincere condoglianze ai famigliari della sfortunata vittima. – conclude il Presidente di Coldiretti Elmi – Tragedie come queste non dovrebbero accadere in un paese che, consapevole del pericolo per la collettività, dovrebbe intervenire”. 

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