Abbiamo appreso pochi giorni fa che una società, dopo aver acquisito da un privato il diritto di superficie su un’area all’interno nel territorio agricolo della frazione di Piano di Mommio a ridosso del centro abitato per una superficie di circa 2,2 ettari, lungo la via della Pace/Ghivizzani, con il favore della disciplina nazionale e senza la benché minima interlocuzione, ha presentato agli uffici comunali una richiesta, definita dalla norma PAS (procedura abilitativa semplificata) per la realizzazione di un campo fotovoltaico. Pur favorevoli allo sviluppo delle energie rinnovabili, pur favorevoli alla riduzione di fonti di energia inquinanti, sulla base anche degli obiettivi che l’Unione Europea ha fissato per singoli Stati membri, siamo contrari a che ciò avvenga senza che l’amministrazione comunale possa avere voce in capitolo, senza essere interpellati e senza criteri che tengano conto del contesto paesaggistico, economico e sociale in cui inserire certi impianti, come in questo caso. Ieri un primo incontro con i residenti della zona per ascoltare le loro legittime preoccupazioni e raccogliere le loro istanze e provare a creare un fronte compatto.

È inammissibile che Governo e Parlamento abbiano legiferato su una materia così delicata e strategica in maniera estremamente permissiva senza concertare alcunché con le regioni e gli enti locali, è inconcepibile che società che operano in maniera imprenditoriale e a scopo di lucro, si possano muovere, agire e realizzare interventi in assenza ancora oggi di un decreto “aree idonee” che dia delle indicazioni alle regioni e consenta alle stesse di pianificare in accordo con i comuni anche sullo sviluppo di impianti di produzione di energie rinnovabili. Lo è tanto di più Toscana, regione che nel 2015 si è dotata di un Piano di Indirizzo Territoriale con valenza di Piano Paesaggistico a cui, in combinato con la LRT 65/2014, tutti gli strumenti urbanistici comunali si devono attenere e conformarsi, proprio per salvaguardare le peculiarità della Toscana e per tutelare le caratteristiche e bellezze ambientali e paesaggistiche dei nostri territori. Tutte norme e vincoli che valgono per qualsiasi cittadino e imprenditore, tranne che per le aziende che oggi operano in questo settore.

Il silenzio e il ritardo del Governo su questo tema e il mancato confronto con le regioni e gli enti locali ha creato un enorme vuoto normativo che rischia di far nascere e proliferare impianti fotovoltaici o di altro genere in qualsiasi area agricola che si trovi entro 500 metri da un’area produttiva e oltre 300 metri da infrastrutture come autostrade e ferrovie e poco altro, requisiti che a nostro avviso sono assolutamente carenti. Le regioni e i comuni sono esclusi completamente da questi processi decisionali, devono subire scelte di chi non conosce le diverse realtà e l’impatto negativo che certe scelte possono avere sul paesaggio, sull’economia locale, sulla tutela della produzione agricola, sull’appetibilità in termini turistici di un territorio, sulla svalutazione degli immobili, su altri potenziali danni derivati.

Riteniamo che procedere su questa strada sia estremamente pericoloso, che una volta realizzati gli impianti in aree non idonee, a ridosso del territorio urbanizzato, il danno è fatto, che sia urgente e necessario che il Governo intervenga con una norma che blocchi quelle procedure in corso in assenza di accordi con gli enti locali, che demandi alla regioni il potere di decidere suoi propri territori e di classificare le aree idonee e non idonee sulla base anche degli obiettivi di produzione di energia da fonti rinnovabili dati a ciascuna regione e di ripartire solo nel momento in cui c’è chiarezza e non lasciare piena libertà a società, che nulla hanno che vedere con la pubblica amministrazione, che non si confrontano con le comunità, che non hanno legami con i territori, che non badano agli impatti di certi interventi e che hanno comune unico scopo l’utile d’impresa. Vorremmo che fossero i cittadini e chi li rappresenta ad avere capacità decisionale, in una democrazia che si rispetti. Nei prossimi giorni faremo i nostri passaggi.

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