Un sistema sofisticato per evadere milioni di euro di Iva sull’importazione di auto di lusso provenienti dall’estero. È quanto hanno scoperto i finanzieri del Comando Provinciale di Prato che, sotto il coordinamento della Procura Europea (Eppo), hanno disarticolato un’organizzazione criminale con base a Bracciano, in provincia di Roma, attiva nel commercio di vetture di alta gamma provenienti principalmente da Germania, Austria, Belgio e Olanda.
L’operazione, che ha coinvolto diverse regioni italiane tra Lazio, Campania, Calabria e Sicilia, ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di sette persone e sei società, oltre al sequestro di beni, veicoli e disponibilità finanziarie per un valore superiore a 6 milioni di euro. Il valore complessivo dei beni sottoposti a vincolo in Italia supera invece gli 11 milioni di euro.
Le indagini, coordinate dagli uffici Eppo di Bologna, Torino e Palermo, rappresentano il punto di arrivo di una complessa attività investigativa sviluppata dal Gruppo della Guardia di Finanza di Prato. Un’inchiesta nata quasi per caso, dopo la segnalazione di un cittadino che aveva riscontrato problemi nell’immatricolazione di un’auto usata acquistata tramite un concessionario della provincia pratese.
Da quel primo esposto è emerso un articolato sistema fraudolento che avrebbe consentito l’immissione sul mercato italiano di oltre 1.700 autovetture senza il preventivo versamento dell’Iva dovuta. Secondo gli investigatori, il meccanismo avrebbe generato un’evasione fiscale superiore a 42,8 milioni di euro.
Al centro della frode vi era la creazione di società fittizie con sede nella Repubblica di San Marino. Attraverso documentazione falsa relativa all’assolvimento dell’imposta monofase sammarinese, il gruppo riusciva ad aggirare i controlli fiscali previsti per l’immatricolazione in Italia dei veicoli provenienti dall’estero. Un sistema che permetteva di evitare il pagamento dell’Iva e di offrire sul mercato automobili di fascia medio-alta e luxury a prezzi estremamente competitivi.
Per ricostruire il quadro criminale, i finanzieri hanno svolto intercettazioni telefoniche, accertamenti bancari, perquisizioni presso agenzie di pratiche automobilistiche e acquisizioni documentali negli uffici della Motorizzazione Civile. Determinante anche la cooperazione internazionale con gli uffici della Procura Europea di Colonia e Monaco di Baviera.
Già nel febbraio 2024 l’indagine aveva portato all’esecuzione di oltre 80 perquisizioni tra Italia e Germania, con l’arresto di tre cittadini tedeschi, il sequestro di 40 auto di lusso e disponibilità finanziarie per circa 1,2 milioni di euro.
Tra i veicoli sequestrati nel corso delle varie fasi dell’operazione figurano modelli prestigiosi come Ferrari Portofino e Superfast, Lamborghini Urus e Huracán, Porsche Macan, 718 Spider e 992 GTS, oltre a numerose Mercedes AMG, BMW e Audi di alta gamma.
L’ultimo filone dell’inchiesta ha riguardato il gruppo criminale operante nell’area di Bracciano, ritenuto dagli investigatori un vero e proprio broker al servizio di concessionarie multimarca del Lazio e in particolare della Capitale. Il Tribunale di Civitavecchia, condividendo integralmente l’impianto accusatorio, ha disposto due arresti domiciliari, due obblighi di dimora, un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, due interdizioni dall’esercizio di cariche direttive e il sequestro di beni e utilità economiche per oltre 6 milioni di euro.
L’operazione ha visto il coinvolgimento di numerosi reparti della Guardia di Finanza, tra cui quelli di Roma, Ladispoli, Pomezia, Frascati, Napoli, Casalnuovo di Napoli, Vibo Valentia, Catania e Palermo.
L’attività investigativa conferma il costante impegno della Guardia di Finanza e della Procura Europea nel contrasto alle frodi fiscali internazionali, fenomeni che arrecano un grave danno alle casse dello Stato e dell’Unione Europea, alterando al tempo stesso le regole della concorrenza nel settore automobilistico.