Una mattinata di sangue e disperazione ha sconvolto l’ospedale Versilia, a Lido di Camaiore, dove si è consumata una drammatica tragedia. Un uomo di 86 anni ha ucciso a coltellate l’ex moglie, ricoverata in gravi condizioni, per poi togliersi la vita gettandosi da una finestra del terzo piano.
Il dramma si è consumato intorno alle 11.45 di oggi, venerdì 3 luglio. Secondo le prime ricostruzioni, l’anziano, Franco Rossi, ha raggiunto la donna, Myria Dini, 67 anni – li avrebbe compiuti oggi – che era ricoverata da circa tre settimane nel reparto di Riabilitazione, per problemi neurologici. L’uomo, che si recava regolarmente a farle visita, nonostante la separazione, l’ha improvvisamente aggredita con un coltello, ferendola mortalmente. La donna è stata trovata in una pozza di sangue, ferita alla gola.
Subito dopo si è diretto verso una finestra del reparto e si è lanciato nel vuoto dal terzo piano.
L’allarme, lanciato da una oss, è stato immediato. Il personale sanitario e i soccorritori del 118 sono intervenuti nel tentativo disperato di salvare entrambi, avviando le manovre di rianimazione. Ogni sforzo, però, si è rivelato inutile: i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso sia della donna sia dell’ex marito.
La tragedia ha lasciato sotto choc pazienti, familiari e operatori sanitari presenti nella struttura ospedaliera.
Sul posto è intervenuta la Polizia, che ha avviato le indagini per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e chiarire ogni aspetto della vicenda.
“Questo episodio di omicidio-suicidio, al di là dei precisi contorni motivazionali, che spetta agli inquirenti chiarire, ci mette ancora una volta dinanzi al mistero del male. Quando il dolore si fa grande, e magari è vissuto nella solitudine, ci si illude di risolverlo togliendo di mezzo le persone. La risposta alla sofferenza non è questa, anche quando si ammanta di pietà: è la vicinanza umana, che consola e conforta chi è nel dolore; è la speranza cristiana, che riconosce il valore di ogni istante di vita, nella prospettiva del destino eterno dell’uomo – il commento dell’Arcivescovo di Lucca – Non ci rimane altro che affidare la vittima e il suo assassino alla misericordia di Dio, sperando che questa vicenda apra gli occhi di tutti a riconoscere la sacralità e l’inviolabilità della vita umana”.
