Al Meyer la scuola non si ferma davanti alla malattia: quasi 500 alunni in corsia e debutta il nido

La scuola continua anche quando la vita costringe a un ricovero. Al Meyer si è chiuso un altro anno scolastico all’insegna della continuità didattica, con 469 alunni seguiti tra aule, reparti e camere di degenza e una novità destinata a rafforzare ulteriormente il servizio: l’apertura del primo nido dedicato ai bambini ricoverati in Oncoematologia.

Un traguardo che racconta una realtà ormai consolidata. Da quasi trent’anni la scuola ospedaliera del Meyer permette ai piccoli pazienti di proseguire gli studi senza interrompere il proprio percorso di crescita, mantenendo vivo anche il legame con la scuola di appartenenza e con i compagni di classe.

Nell’anno appena concluso sono stati coinvolti circa cento bambini della scuola dell’infanzia, 128 della primaria, 144 della secondaria di primo grado e 82 della secondaria di secondo grado. A loro si sono aggiunti, per la prima volta, quindici bambini sotto i tre anni che hanno frequentato il nuovo servizio educativo attivato nel reparto di Oncoematologia grazie a un progetto dedicato ai piccoli pazienti lungodegenti.

Al Meyer la scuola non ha un’unica aula. Le lezioni si svolgono negli spazi dedicati dell’ospedale, nell’Educational Center, in ludoteca, nelle sale d’attesa oppure direttamente al letto del bambino quando le condizioni di salute non consentono di spostarsi. Un’organizzazione flessibile che permette agli studenti di continuare il programma scolastico e di partecipare anche ad attività condivise con la classe di provenienza.

Continua intanto a crescere la scuola dell’infanzia, arrivata al secondo anno di attività. Gli iscritti sono aumentati rispetto allo scorso anno, le insegnanti dedicate sono diventate due e gli interventi educativi hanno sfiorato quota 900, confermando quanto il servizio risponda a un bisogno concreto delle famiglie.

L’anno si è concluso anche con risultati di prestigio. I bambini della scuola dell’infanzia hanno conquistato il secondo posto nel concorso “Una canzone senza fine”, dedicato all’educazione alla parità di genere, grazie al progetto Così come sono, nato per valorizzare l’unicità di ogni bambino. Ottimi piazzamenti anche al concorso nazionale “Ali di carta”, promosso dall’Ospedale della Donna e del Bambino di Verona, dove tre piccoli alunni del Meyer hanno conquistato i primi tre premi con elaborati artistici dedicati al mare e al riciclo creativo. Riconoscimenti sono arrivati anche per uno studente della primaria e per due ragazze della scuola secondaria di primo grado, i cui lavori sono stati inseriti nel catalogo ufficiale della manifestazione.

Tra laboratori, attività creative e perfino una gita al Museo La Specola, la scuola ospedaliera ha cercato di offrire ai bambini ricoverati un anno il più possibile simile a quello vissuto dai loro coetanei. Perché anche durante la malattia continuare a imparare, condividere esperienze e sentirsi parte della propria classe significa guardare oltre il ricovero e non smettere di immaginare il futuro.

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