Allarme sicurezza nel carcere di Porto Azzurro, il Sappe: “La situazione sta degenerando”

È ormai un’emergenza sicurezza quella denunciata dal Sappe alla Casa di Reclusione di Porto Azzurro. Tre comunicati stampa in appena tre giorni, secondo il sindacato, rappresentano il segnale di una situazione che sta diventando sempre più critica all’interno dell’istituto penitenziario elbano.

Dopo la grave aggressione ai danni di un agente di Polizia Penitenziaria avvenuta lo scorso 7 luglio e gli ulteriori episodi segnalati nelle giornate del 13 e 14 luglio, il Sappe torna a denunciare nuovi momenti di forte tensione, chiedendo un intervento urgente da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del Provveditorato Regionale della Toscana.

Nella mattinata di mercoledì 15 luglio, riferisce il sindacato, si sarebbero verificati tre distinti episodi che hanno richiesto l’intervento del personale in servizio. Particolarmente grave quello che avrebbe coinvolto due detenuti, uno di origine georgiana e uno sudamericano.

Secondo la ricostruzione fornita dal Sappe, i due avrebbero tentato di accedere a un’area dell’istituto per la quale non erano autorizzati. Fermati da un agente impegnato presso un cancello di sbarramento e invitati a tornare nei rispettivi reparti, uno dei detenuti avrebbe improvvisamente estratto una forbicina dalla tasca, brandendola in modo minaccioso contro il poliziotto penitenziario.

L’atteggiamento aggressivo avrebbe fatto temere una possibile escalation, scongiurata – sottolinea il sindacato – dalla prontezza e dalla professionalità dell’operatore, che è riuscito a gestire la situazione evitando conseguenze più gravi.

“Non siamo più davanti a episodi isolati – afferma Francesco Oliviero, segretario nazionale Sappe per la Toscana – ma a una situazione che evidenzia una vera e propria escalation quotidiana. Porto Azzurro sta attraversando una fase estremamente delicata sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza”.

Il sindacato ricorda di aver già chiesto, dopo l’aggressione del 7 luglio, interventi immediati per rafforzare i controlli e garantire maggiori strumenti operativi agli agenti. Una richiesta che, secondo il SAPPe, non avrebbe ancora trovato risposte adeguate.

“Il personale continua a svolgere il proprio lavoro con grande senso del dovere – prosegue Oliviero – ma non può essere lasciato solo a fronteggiare situazioni sempre più complesse senza un adeguato supporto”.

Secondo il sindacato, il clima di tensione sarebbe aggravato anche dalla crescente aggressività mostrata da alcuni detenuti e dalla percezione di una insufficiente capacità di deterrenza nei confronti di chi mette a rischio la sicurezza dell’istituto.

Per questo il SAPPe rinnova la richiesta di interventi straordinari: tra le misure indicate figurano la chiusura integrale delle celle detentive e l’impiego continuativo del Gruppo Operativo Mobile (GOM) come supporto stabile nella gestione dei detenuti maggiormente problematici.

“Non vorremmo essere costretti nei prossimi giorni a scrivere un quarto o un quinto comunicato per raccontare episodi ancora più gravi – conclude Oliviero –. Le criticità sono state denunciate con chiarezza. Ora servono decisioni concrete per tutelare chi ogni giorno lavora all’interno del carcere e garantire condizioni di sicurezza adeguate”.

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