Avrebbe minacciato di morte l’ex compagna chiedendole 5mila euro in cambio della restituzione della sua auto, arrivando a dirle di avere un proiettile pronto per lei. È quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, che a Pescia ha arrestato un uomo italiano, classe 1983, residente in Lucchesia e con precedenti, con le accuse di tentata estorsione, falsa attestazione e detenzione e porto illegale di arma.
L’intervento è scattato dopo una segnalazione su un uomo sospetto all’interno di un locale di Pescia. Gli agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Pescia sono arrivati sul posto e hanno raccolto le prime informazioni: poco prima il 43enne aveva maneggiato uno zaino all’esterno del locale, per poi nasconderlo nelle vicinanze.
Fermato l’uomo, i poliziotti hanno recuperato lo zaino e al suo interno hanno trovato una pistola. L’arma è risultata rubata nel 2013 a Camaiore, durante un furto in abitazione. Gli accertamenti tecnici hanno poi confermato che lo zaino era nella disponibilità dell’uomo.
Le verifiche successive hanno fatto emergere un episodio ancora più grave. All’interno del locale il 43enne avrebbe effettuato una videochiamata durante la quale avrebbe rivolto minacce di morte a una donna, poi identificata e rintracciata dagli investigatori.
La vittima ha raccontato agli agenti di aver interrotto recentemente la relazione con l’uomo e di essere stata contattata per fissare un incontro. Secondo quanto riferito, il 43enne le avrebbe chiesto 5mila euro per restituirle l’autovettura che aveva ancora nella sua disponibilità, accompagnando la richiesta con minacce e riferimenti a un proiettile.
La donna aveva accettato l’appuntamento in una zona del Comune di Pescia, ma il tempestivo intervento della Polizia ha permesso di bloccare l’uomo prima che potesse mettere in atto il suo progetto.
Durante il controllo il 43enne, che era privo di documenti, avrebbe inoltre fornito agli agenti una falsa identità: da qui è scattata anche la contestazione per falsa attestazione a pubblico ufficiale.
L’uomo è stato arrestato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Dopo l’udienza di convalida, il giudice ha disposto per lui la custodia cautelare in carcere.